mercoledì 20 novembre 2013

L’Azienda Agraria Biologia “Sana Frux” e l’anice verde di Castignano

 
proseguo il mio racconto del tour nei Sibillini, parlandovi oggi di un’azienda di cereali, l’Azienda Agricola Biologica della famiglia Antognozzi, oggi denominata Sana Frux” cioè frutti sani e biologici come i cereali, i legumi e le farine. l’ho visitata la domenica mattina sul tardi. il tempo non era dei migliori, grandi nuvole bianche e grigie offuscavano l'azzurro del cielo. temevo che sarebbe arrivata la pioggia, invece un forte vento ha spazzato via tutto.
lungo la stradina sterrata per arrivare alla casa padronale dell’Azienda Antognozzi sul lato sinistro c'era un campo pieno di vigne, alberi di sorbe, pere cotogne e un dolce cagnolino a macchie bianco e nero che mi seguiva sempre.
un meraviglioso albero di cachi maturi, con foglie dalle mille sfumature di rosso e sotto un prato ricoperto dalle sue foglie che sembrava un tappeto dipinto. ancora me lo sogno !!
dall’altro lato della stradina invece c'erano alberi di mirto e un campo coltivato con gli ortaggi di stagione, come l’insalata invernale, i cavoli, le ultime piante dei pomodori ecc.  
l’Azienda di casa è gestita oggi da Alberto Antognozzi  un intraprendente giovane, che ha deciso di seguire la via del biologico nonostante non sia facile come può sembrare. ma lui è tenace e fa bene! è molto convinto delle sue idee sane e dei suoi principi, molto competente in materia. ci ha parlato dei cereali, della loro storia che risale all’epoca romana se non ancora prima. di come è fatto un chicco e dei vari tipi di farina come il Kamut che è una derivazione del farro. questo cereale ha la caratteristica di rimanere vestito anche dopo la trebbiatura per questo deve subire prima di essere utilizzato per l’alimentazione, due processi che sono la decorticazione e la perlatura. tra le novità è in arrivo anche l’orzo da caffè.  i loro prodotti sono confezionati in atmosfera modificata cioè in sacchetti tipici rigonfi, per l’assenza di ossigeno, in modo da garantire nel tempo la freschezza di un prodotto come appena raccolto. oltre al farro, al cece e alle farine l’Azienda produce anche il vino.
 

mentre Alberto parlava dei suoi prodotti, si camminava per raggiungere il terreno dove erano stati piantati gli alberi delle mele rosa. e lungo la via, tra olivi e filari di vigne, ogni tanto allungavo la mano per raccogliere gli acini d'uva dal colore rosso/nero violaceo  e sentirne il sapore dolcissimo :-)
giunti sul posto Alberto ha detto: “prendete la quarta fila di alberi, partendo da sinistra, contate fino a tredici. lì al tredicesimo albero, c’è l'albero con il frutto della mela rosa”. in un foglio di carta bianco, aveva tutto catalogato e ben scritto con precisione, la posizione degli alberi  che erano stati piantati nel suo campo, sia in orizzontale che in verticale, evidenziando quelli che avevano già fatto il frutto. così camminando piano piano perché il terreno era in discesa, ho raggiunto l’albero per vederlo da vicino e fotografare la regina delle mele adagiata comodamente sul suo ramo.
ammiro Alberto per aver scelto 
di tornare alle origini e portare avanti la produzione della sua famiglia
in modo d’avere in tavola prodotti come quelli di una volta. 

Sergio Corradetti e l’anice verde di Castignano 

questa è un'altra storia ma che fa sempre parte dei Sibillini (terra piena di sapori). dovete sapere che l'anice verde veniva coltivato a Castignano (paese vicino a Montedinove) sin dall'800, sulla sommità dei calanchi (vicino al Monte Ascensione) quando Silvio Meletti pensò di sfruttare a scopo industriale l'estratto dei frutti per la produzione di liquore. fino al 1948 l'anice di Castignano, era venduto totalmente alla Ditta Meletti di Ascoli per la famosa Anisetta. ma ad oggi la sua coltivazione stava quasi scomparendo, se non fosse stato per un progetto del Signor Sergio Corradetti in collaborazione con l'Assam che sta cercando di ricostituirne la coltivazione grazie anche all'appoggio di quattro agricoltori custodi. si cerca di dare una valorizzazione anche all’anice verde di Castignano oltre alla mela rosa,  in quanto l’immagine del territorio deve essere portata avanti insieme affinché si abbia un immagine globale del territorio stesso. la mela rosa fa parte della tradizione delle alte colline del piceno e l’anice verde è una spezia molto particolare. quella di Castignano è ricca di profumi e sapori. in letteratura agraria dovrebbe contenere in media una percentuale di anetolo, la sostanza che lascia quei profumi che lo caratterizzano dall’80 al 90 %. sui loro terreni arrivano ad avere il 94 % di anetolo. il Sig. Sergio Corradetti mentre raccontava la storia dell'anice ha detto che quando lui nomina l’anice verde, non tutti sanno che si parla dell'anice verde perché la maggior parte delle persone pensano all’anice stellato. invece no, non si tratta di anice stellato, (bè noi foodies lo sappiamo ;-) ) ma bensì dei piccoli semi che hanno un profumo intenso. ha raccontato che se questa spezia ha avuto una tale importanza nella alimentazione del passato e se Carlo Magno privilegiava l’utilizzo di questo prodotto quando realizzava gli orti imperiali, loro che hanno queste coltivazioni di anice con una concentrazione di anetolo superiore rispetto al normale, devono essere vanitosi di questa spezia. spezia che alla fine dell’ottocento ha consentito di portare avanti un liquore particolare l'Anisetta Meletti. infatti  l'Anisetta veniva fatto con questo anice di Castignano!  ora stanno allargando la produzione ma sono ancora nella fase primordiale, però l’impegno e l’entusiasmo ce lo mettono! hanno avuto un importante risalto anche in occasione di Eating Piceno. e una novità è quella che sono riusciti ad avere un dottorato di ricerca sull’anice verde di Castignano in collaborazione con l’Università di Camerino, la Regione Marche e il Bacino Imbrifero del Tronto. il prodotto ha delle proprietà salutistiche come rimedio naturale contro gli spasmi gastrointestinali, il catarro ed è di aiuto per debellare la tosse, la bronchite e l’asma, oltre che come aromatizzante in infusi e pietanze.


mi piacerebbe molto tornare in estate, per vedere la fioritura dell'anice verde e ammirare i campi imbiancati dal fiore di questa pianta. sentire l'aria avvolta da questo profumo aromatico.
 
con questo racconto, concludo il mio tour nella zona dei  Sibillini ringraziando Luca Marcelli per l’organizzazione e per l’accoglienza!
 
P.S.: tornerò a parlarvi della mela rosa, quando avrò bene in mente come utilizzarla in cucina dato che quando ho soggiornato a Montedinove l’ho mangiata in mille versioni. mi piacerebbe proporla in una variante particolare. un impresa mica facile! :-)
 
a presto Carla

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2 commenti

  1. Che posto meraviglioso di cui (come sai! ;)) io mi sono innamorata!
    E che fame mi hai fatto venire (quasi all'una di notte!)...
    Baci, e spero di rivederti presto!
    r.

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    Risposte
    1. non mi dire niente Ross!!

      siamo in due allora ad essere innamorate!! :-)

      Le Marche che bellezza che sono!

      un bacione anche a te!

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