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giovedì 11 dicembre 2008

Dolci e decori!

E voi come decorate la vostra casa e il vostro albero di Natale? Con i colori classici di sempre come l'oro, l'argento, il rosso o vi sbizzarite a inventarvi addobbi nuovi e fantasiosi? L'albero di Natale di solito esprime il gusto della signora di casa e ne rileva la sua personalità e carattere no? Io quando avevo i bambini piccoli decoravo l'albero di Natale con oggetti molto semplici tipo fiocchi in tessuto di raso o di velluto o palline di plastica, si sa i piccoli vanno sempre a toccare tutto e quindi niente di delicato o di vetro, e le lucine erano quelle piccoline colorate e musicali, giusto per stupirli un po'. Oggi che i miei figli sono grandicelli ho tirato fuori le palline di vetro trasparenti di mia mamma, dipinte a mano dai colori pastello e bianco, delicatissime e molto rare. Poi alcune nè ho comprate all'Ikea che sono solo di vetro soffiato, altre sono a forma di cuore, di pigna, di albero e di campana con brillantini e luccichii di colore bianco e le luci sono semplicemente bianche a intermittenza, in modo che la loro luminosità non possa interferire con i colori delle decorazioni dando all'albero un aspetto più elegante e rendendo l'atmosfera più soft. Ho comprato dei sottili nastrini di raso colore rosso e rosa antico e li ho messi sulla sommità delle palline e appese all'albero. La punta dell'albero è una grande stella color argento con sotto un fiocco di raso rosso.
Fuori dalla porta ho appeso invece della solita ghirlanda di pino, una renna di legno color bianco con sopra la scritta Merry Christmas! Decorare l'uscio di casa per me è molto importante perchè è un modo di augurare un Buon Natale non soltanto agli amici e parenti che ti vengono a trovare ma anche alle persone che non conosci ma che passano davanti all tua casa.
Ecco dopo aver messo tutte le varie decorazioni ci si rende conto di quanto sia suggestivo il Natale, se poi il rito è accompagnato dalla complicità di tutta la famiglia lo spirito del Natale è ancor più bello!

Se avessi anche un bel camino con della legna scoppientante sarebbe il massimo ma per il momemto mi accontento delle candele svedesi accese, quelle che quando si consumano si trasformano in un fiore.

E durante questi giorni di clima natalizio c'è anche un profumino di biscotti appena sfornati, di cioccolatini, di torte e dolci a non finire, come questo Cake ciocco-cannella-banana, bastoncini di arancio candito ricoperti di cioccolato fondente e il cake al tè matcha, cioccolato bianco e pistacchi.
Ingredienti:
-125 gr di burro;
-150 gr di zucchero;
-175 farina;
-2 uova;
-1 cucchiaino di cannella;
-½ bustina di lievito;
-1 pizzico di sale;
-2 banane ben mature;
-50 gr di gocce di cioccolato;
-50 gr di nocciole già tritate.
Setacciare assieme farina, lievito e un pizzico di sale. Far sciogliere il burro a temperatura ambiente, poi frullare lo zucchero con il burro fuso; continuando a frullare con il mixer aggiungere le uova una alla volta e poi le banane schiacciate con una forchetta. Inserire la farina con il lievito e sale, un cucchiaino di cannella e 25 gr di gocce di cioccolato e amalgamare il tutto delicatamente.
Mettere il composto in una forma da plumcake icoperto da carta da forno e guarnire con le gocce di cioccolato rimaste e le nocciole tritate. Infornare a 180° per circa 20 minuti.
Arancio candito ricoperto di cioccolato fondente

Cake ciocco-cannella-banana


Cake al cioccolato bianco, tè matcha e pistacchi (ricetta presa dal cavoletto)
Ingredienti-180 gr di farina;
-180 gr di zucchero;
-180 gr di burro;
3- uova;5
-50 gr di pistacchi non salati;
-100 gr di cioccolato bianco;
-2 cuchiaini di tè matcha;
-un cucchiaino di lievito per dolci;
-un pizzico di sale;

Sbattere i tuorli con lo zucchero. Incorporare il burro fuso, la farina, il sale e il lievito. Montare i bianchi a neve e incorporarli delicatamente. Dividere l’impasto in due. Far sciogliere il cioccolato a bagnomaria e amalgamarlo con metà dell’impasto. Incorporare il tè matcha nell’altra metà. Rivestire una teglia da plumcake con della carta da forno, versarci l’impasto al matcha poi quello al cioccolato bianco, con un cucchiaino, fare due o tre movimenti dal basso verso l’alto, in modo da creare l’effetto marmorizzato. Tritare grossolanamente i pistacchi e distribuirli sulla superficie. Infornare a 170° per circa 45 minuti, fare la prova dello stecchino prima di sfornarlo e lasciarlo raffreddare su una griglia.

Il est doux, à travers les brumes, de voir naitre.
L'etoile dans l'azur, la lampe à a fenètre.
Les fleuves de charbon monter au firmament
Et la lune verser son pale enchanement.

Com'è dolce veder nascere, tra le nebbie,
la stella nell'azzurro, la lampada alla finestra.
I fiumi di carbone salire al firmamento
e la luna versare il suo pallido incanto.

da "I fiori del male - Quadri parigini" Charles Boudelaire
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domenica 7 dicembre 2008

Magia del tè e del Natale!

Prima Domenica di dicembre e del Natale che sta arrivando, la frenesia nel preparare la casa con gli addobbi a festa, l'euforia di andare alla ricerca del regalo speciale, la corsa a sfornare biscotti e torte natalizie, le lucine da sistemare all'albero e alle finestre della casa, il bilancio di un altro anno passato e di quello che verrà.

E nel mentre, il ringraziamento alle persone che mi hanno votato per l'afternoon tea award e twostella che ha avuto questa interessante e gradita idea. Vi offro il calore di questo innovativo e ambrato tè fumante che non si filtra e il profumo che esso emana per dirvi
G R A Z I E D I C U O R E
a voi tutti e che sono immensamente felice. Una passione che sta sempre più crescendo in me, mi affascina e mi coinvolge allo stesso tempo. Quindi vi offro queste piccole foglie di tè, piccole ma pregiate, lavorate in perle e in tre diversi aromi:
Mango delight / Fresco piacere / Bacio di dama

5000 gli anni del tè
1632 l'anno in cui il tè arriva in Europa
30 milioni i quintali di tè prodotti nel mondo ogni anno
2 grammi la quantità di tè in ciascuna bustina.

...Come se fosse una questione di numeri. Però cinquemila anni di storia mettono soggezzione, incutono rispetto, richiedono qualche riflessione. Non per niente Ivano Fossati canta "Ha ben piccole foglie / la pianta del tè", simbolizzando a meraviglia la sofferta strada del viaggio interiore. Dall'arbusto alla tazza, l'intera storia del tè è ricca, in effetti, di percorsi fiabeschi, travagli coloniali e inarrestabili successi: che si sorseggi un magico verde giapponese o un vigoroso nero affumicato, ogni teira racchiude un piccolo mondo di aromi complessi ed evocativi...

Tratto dal libro: "Mai fragole a dicembre" di Licia Granello - Mondadori
Mango delight

Un indicato per chi va di fretta o per chi non rinuncia a farlo nemmeno in ufficio, senza avere bisogno del filtro! Basta che le perle del tè si depositano sul fondo del bicchiere e il tè è pronto per berlo e degustarlo!
Un regalo veramente speciale!
e un magico libro natalizio "Christmas" dell'artista Robert Sabuda soprannominato "il principe del pop up" da donare ai bambini dai 4 ai 90 anni :)
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martedì 2 dicembre 2008

Medaglioni accompagnati da un libro!

Il sapore
Rue de Grenelle, la camera
"Quando prendevo possesso della tavola lo facevo da monarca. Eravamo i re, gli astri splendenti in quelle poche ore di banchetto che avrebbero deciso il loro futuro, che avrebbero segnato l'orizzonte lontano e radioso dell loro speranze di chef. Facevo il mio ingresso in sala come il console che entra nell'arena a ricevere le acclamazioni, e ordinavo che la festa avesse inizio. Chi non ha mai assaporato il profumo inebriante del potere non può immaginare l'improvvisa scarica di adrenalina che irradia il corpo da capo a piedi, che scatena l'armonia dei gesti, che cancella ogni fatica e ogni realtà contraria al vostro piacere, l'estasi della sfrenata potenza di chi ormai non deve più lottare, ma soltanto godere di ciò che ha conquistato, gustandosi all'infinito l'ebbrezza di incutere timore.
Così eravamo: regnavamo da sovrani e signori sulle più imortanti tavole di Francia, pasciuti dall'ecellenza delle pietanze, dalla nostra gloria e dal desiderio mai sopito, anzi sempre inebriante come l'odore della selvaggina per il segugio, decidere su quell'eccellenza.
Son il più grande critico gastronomico del mondo. Grazie a me quest'arte minore è assurta al rango delle disciplie più prestigiose. Il mio nome è noto a tutti, da Parigi a Rio, da Mosca a Brazzaville, da Saigon a Melbourne fino ad Acapulco. Ho creaato e demolito reputazioni, sono stato il capo supremo, consapevole e implacabile di tutti quei sontuosi banchetti; con la mia penna ho dispensato sale emiele ai quattro venti attraverso giornali, trasmissioni e dibattiti vari in cui ero invitato continuamente a dscutere di argomenti fino ad allora relegati nella nicchia dlle riviste specializzate nella saltuarietà delle rubriche settimanali. Ho trafitto alcune delle più autorevoli farfalle della cucinae le ho esposte nella mia teca per l'eternità. Ame, ame solo si develagloria e poi larovina della maison Partais, il crollo dellamaison Sangerre, lo splendore sempre più sfavillante della maison Marquet. Li ho fatti diventare quello che sono per l'eternità,proprio così, pe l'eternità.
Ho racchiuso l'eternità nella scorza delle mie parole, e domani morirò. Tra quarantotto ore morirò-o forse da sessantotto anni non faccio altro che morire, e mi degno di notarlo solo oggi. Comunque sia, il verdetto del mio medico e amcio Chabrot è giunto ieri:<<>>. Che ironia! Dopo decenni di abbuffate, di fiumi di vino e ogni tipo di alcol, dopo una vita passata tra burro, panna, salse, fritture ed eccessi ininterrotti, orchestrati con sapienza e curati con minuzia, i miei più fedeli luogotenenti, sua signoria il Fegato e il suo accolito lo Stomaco, sono in forma smagliante, mentre ad abbaandonarmi è il cuore. Muoio per un'insufficienza ardiaca. E che amarezza, poi! Dopo aver sempre rimproverato agli altri di non mettere abastanza cuore nella loro cucina e nella loro arte non avrei mai pensato che alla fine venisse a mancare proprio a me, che il cuore mi tradisse così brutalmente, con un'arroganza a malapena, tanto ha fatto in fretta a mandarmi al patibolo...
Morirò, ma questo non ha importanza. Da ieri, dopo le parole di Chabrt, solo una cosa mi interessa. Morirò, e non riesco a ricordare un sapore che mi frulla nel cuore. So che quel sapore è la verità prima e ultima di tutta la mia vita, e possiede la chiave di un cuore che da allora ho messo a tacere. So che è un sapore dell'infanzia o dell'adolescenza, una pietanza primordiale e sublime che precede qualsiasi vocazione critica, qualsiasi deisiderio e pretesa di parlare del mio piacere di mangiare.
Un sapore dimenticato, annidato nel più profondo di me stesso e che, alle soglie della morte, si manifesta come l'unica verità che in vita mia sia stata detta - o messa in pratica. Lo cerco, e non lo trovo."
Un percorso che si snoda attraverso sapori, odori, ricordi ed emozioni che hanno attraversato la vita di questo grande critico enogastronomico, un po' come la storia del Monsieur Ego di Ratatouille, rassomiglia molto la storia di questo libro, in particolar modo il finale. Infatti il sapore del cibo perduto nel tempo che non ricordava più ma che poi ritorva avendo avuto l'illuminazione...non è altro che un semplice bignè che si mangiava quando usciva da scuola!
Quindi in conclusione quel che conta non è la ricchezza, nè i vestiti costosi, nè la pasticceria raffinata ma quello che ti fa sentire vicino alla tua infanzia, ciò che mangiavi da bambino e che ti riempiva l'anima. In pratica la semplicità della vita.
Io ancora ricordo il sapore dei maccheroni al sugo che mangiavo all'asilo delle suore, quanto mi piacevano e saprei riconosceere quell'odore anche oggi!
Per chi in questi giorni non ha tempo di cucinare cibi succulenti, per chi invece ha voglia di mangiare qualcosa di appettitoso o per chi durante una lettura ha il desiderio di farsi uno spuntino veloce ma efficace o per chi ancora vuole accompagnare un aperitivo sfizioso, o per chi ha invece degli avanzi e non sa come utilizzarli, ecco pronto uno stuzzichino veloce veloce, facile da fare e con un risultato soddisfacente.

Prendete un rotolo di pasta sfoglia, un bicchiere per fare dei cerchi, della ricotta, degli spinaci e dei wusterl e voilà la ricetta è pronta!

Il ripieno potete farlo con tutti gli avanzi che vi rimangono, io ho usato appunto quelli sopra citati, li ho amalgamati e messi nei cerchi di pasta sfoglia, li ho chiusi a forma di medaglioni e con i rembi di una forchetta li ho punzecchiati.

Li ho disposti sopra una teglia ricoperta con carta da forno, spennellato con un po’ di latte e infornati a 180° per circa 20 minuti o fino a quando saranno leggermente dorati.


Un libro scorrevole e carino da regalare in questi giorni di festa!
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