giovedì 19 luglio 2012

Le forme del Verdicchio


Voltiamo pagina e parliamo di vino!
Il mese scorso ho partecipato ad una degustazione svoltasi al Belvedere di Agugliano
LE FORME DEL VERDICCHIO
DISCORSI DI TERRITORI, PERSONE, ANNATE
E…ASSAGGI DI LIQUIDO ODOROSO.
VECCHIE ANNATE E ANTEPRIME DI
COLONNARA
FATTORIA CORONCINO
FATTORIA SAN LORENZO
GAROFOLI
LA DISTESA
SANTA BARBARA
Il tutto presentato da SANDRO SANGIORGI
12 assaggi di verdicchi in 2 fasi
PRIMA BATTERIA di VINI GIOVANI
4 DEL 2010 (annata seria) e  2 DEL 2009 (annata felice)
SECONDA BATTERIA di VINI PIU’ VECCHI dal 2009 al 1999 passando per il 2004 e 2000
ecco ora dopo tutti questi assaggi come credete che mi sia ritrovata alla fine della serata? stordita? ubriaca? folle? ma suvvia non pensiate che mi sia ubriacata! noooo ma che dite!! di più!!!  scherzo è logico, di più no ma un mix di tutto ciò siiii!!! e per fortuna per attutire il colpo c’era del buon pane, il fritto di Maria Luisa (ricotta, rapa, rosmarino, peperoncino, buccia di patata, albicocca), il sorbetto al mandarino tardivo integrato al prodotto marchigiano/Perlugo e il gelato di Paolo Brunelli (mandorla della Val di Non con Casciotta d'Urbino DOP e gocce di Sapa).
comunque a parte queste cose un buon bicchiere di vino a tavola ci vuole ed io non mangio mai senza bere del vino altrimenti che piacere è? un buon piatto per me deve essere sempre accompagnato da un buon calice di vino bianco o rosso a seconda del menù J conoscete un matrimonio migliore?
a parte queste  cosucce voglio dirvi che cosa ho imparato nel corso della serata
...a guardare, annusare, gustare, sorseggiare una piccola quantità di vino, trattenendolo in bocca qualche secondo per cogliere le sensazioni gustative (dolce, amaro, salato e acido) e dopo la deglutizione a percepire gli aromi  cogliendo le sfumature e il retrogusto. a conoscere aggettivi e termini nuovi: vini timidi, costituzionali, poco coraggiosi, di potenziale apertura, notevoli, verticalità, acidità, note amare, pungente, agro, profumo di evoluzione, ampiezza aromatica, nota di emmenthal, sensualità seduttiva, carattere agrumato, dolce, romantico, gustoso, giovane e vecchio, fermo e asciutto, intenso, sapido, fresco, colore paglierino, giallo, riflesso verdognolo, gusto della mandorla, dell’anice stellato, del finocchio, gusto di frutta fresca, gusto ampio e goloso...

“Il territorio è lo spartito e il vitigno è lo strumento”

 frase detta da Sandro Sangiorgi che trovo meravigliosa :)
un'occasione preziosa per imparare a gustare e degustare i migliori verdicchi del nostro territorio insieme a Sandro Sangiorgi sommelier e insegnante di materie legate al vino, critico, collaboratore del Gambero Rosso, fondatore dell’associazione Arcigola divenuta poi in seguito Movimento Slow Food e fondatore del progetto Porthos - una delle imprese editoriali più stimate in Italia nel campo della cultura del vino - di cui cura il periodico e l’attività didattica. scrittore di diversi libri come “L’invenzione della gioia” educarsi al vino - sogno, civiltà, linguaggio di cui posseggo una copia donatami da Daniela e Paolo. libro splendido, pieno di poesia, di sonetti, di pagine illustrate e di frasi tratte dal cinema -  da qui si vede la passione di Sandro Sangiorgi per la poesia e il cinema. un libro diviso in diverse sezioni: L’approccio al vino”, “Le parole del vino”, “La dispensa” e "Visioni e letture". Le prime due sono indirizzate alle persone che hanno già scoperto la passione per il vino e vorrebbero si trasformassero in amore; la terza è destinata a quelli come me, cioè ai meno esperti, che stanno ancora cercando il senso della bellezza del liquido odoroso e aspirano a coltivare i fondamentali della degustazione. la quarta è una raccolta di quadri del pittore Marcello Spada assocciata a una piccola e molto personale antologia di poesie o estratti di prosa. un libro che mi interessa e appassiona ogni volta che lo prendo in mano scoprendo sempre qualcosa di nuovo.
la serata è stata piacevole e si è svolta in armonia tra letture di poesie e brani letti da Sandro Sangiorgi e  tra musica e silenzio
PAROLE, SOLITUDINE E SILENZIO
poesie tratte dal libro “IL DIVANO OCCIDENTALE ORIENTALE” di Johann Wolfgang Goethe e musiche in sottofondo come il tango di Carlos Gardel e poi alcuni momenti di silenzio.
Condivido von voi questo brano di poesia
che è stato letto durante la degustazione e che mi è piaciuto moltissimo! 
tratto dalla sezione:  “Il libro del coppiere” Saki Nameh  
dal libro: “IL DIVANO OCCIDENTALE ORIENTALE” di Johann Wolfgang Goethe
Basta con le questioni.
Il vino è severamente
proibito. Ma se devi
proprio bere, che sia
del vino più squisito.
E’ doppiamente eretico
dannarsi per l’aceto.
Finché sei sobrio
ti piace il brutto;
quando hai bevuto
capisci il bello.
Solo, l’eccesso
ti è sempre appreso.
Spiegami, Hafis,
tu come hai fatto.
Il mio parere
non va agli estremi:
se non sai bere non devi amare.
Ma non si creda
meglio, chi beve:
se non sai amare,
meglio non bere.
il vino ha un raro potere evocativo: ascoltiamo il suo arrivo nel bicchiere, guardiamo la tonalità del colore e il riflesso, facciamo delle ipotesi che forse saranno confutate dall'esame dell'odore, recuperiamo il valore della tattilità, sentiamo la ferita della durezza o l'accoglienza del sapore dolce, godiamo dei profumi che rimangono oltre l'assaggio e proseguono nei ricordi. quando è davvero buono il vino diventa magnetico, resta dentro e coinvolge la nostra emotività. degustare significa affinare gli strumenti per far fronte al mistero che ogni bottiglia racchiude. il liquido odoroso è umanità, poesia, memoria.
da "L'invenzione della gioia"
buona giornata Carla :)
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3 commenti

  1. ciao Carla,
    non commento sul verdicchio - mezzo bicchiere e vado in bomba... ma quanto è buono :-) - ma volevo dirti che ho letto ora la tua risposta nell'altro post. non può consolarti ma io ho avuto la stessa identica esperienza. mia madre operata e la notte delirio totale, mi sono spaventata a morte, ma nessuno era lì a dirmi "tranquilla è l'effetto dell'anestesia", ho pianto per ore nella solitudine totale. infermieri pessimi - mi dispiace dirlo - medici così così, ma per la maggior parte frettolosi e scortesi. le emergenze sei costretto a farle lì, ma se sono cose programmate la gente va altrove.
    mi viene da ridere a pensare che una infermiera mi ha detto "guardi quella sdraia non va bene, poi il primario si arrabbia". porca vacca! mi costringete a stare qui di notte, ci sono due sedie in croce e manco la sdraia mi posso portare. le ho risposto "dica pure al primario di venire qua a dirmelo di persona".
    fra l'altro sono tutti terrorizzati dai medici. eccheccavolo ma li pago io con le mie tasse i loro stipendi!
    questo a contrasto con l'Inrca di cui si parla a volte bene e a vole male. Noi siamo stati a diabetologia con mia madre e sono stati meravigliosi. Poi con mio padre ad urologia da Della Bella che lui è un po' brusco (ci siamo rivolti a lui perché compagno di scuola di mio marito) ma gli infermieri bravissimi e l'anestesista una signora stupenda. e pensa che lì ci hanno dato un libretto che spiegava tutto, effetti, problemi, criticità. tutto.
    ad ogni modo sono contenta che tua figlia stia bene.
    ah e credo che tutti dovremmo parlare di Torrette un mostro che ci sta ingoiando ma sul quale nessuno osa dire una parola.

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  2. ho dimenticato di precisare mia madre operata al femore. due volte, la prima un casino perché non avevano capito se poi poteva poggiare la gamba o no, ma l'anestesia è stata più leggera, la seconda una bomba, ma mica me l'avevano detto.

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  3. Ciao marina,

    si infatti come ti dicevo le emergenze tocca farle lì altrimenti si va dove ognuno crede…

    non mi far ricordare quel periodo bruttissimo della mia vita! Un incubo!
    A noi ce l’hanno detto (dopo l’intervento èhh... mah meglio di niente, diciamo così và) che è stata l’anestesia a provocare quell’effetto! Solo che i tempi di durata non era per tutti uguale.

    ad alcuni poteva durare come tre o quattro giorni, ad altri settimane ed altri ancora mesi!!

    Pensa che la moglie di un signore che stava di letto vicino a mio padre, disperata anche lei perché suo marito delirava come mio padre ma in maniera più lieve mi diceva “sono entrati da normali e questi ce li fanno uscire da matti”!!
    a mio padre è durato molto l’effetto dell’anestesia e non ha fatto nemmeno la totale! Figurati!
    ha avuto una settimana di delirio totale che nemmeno i calmanti riuscivano a farlo star bene! Tu pensa che anch’io come te risposi in modo fermo e deciso ad una infermiera che mi aveva detto di allontanarmi da mio padre perché arrivavano i dottori a fare la loro visita quotidiana…alla quale risposi: “non mi sposto da qui! Non lascio mio padre da solo a strapparsi le flebo dal braccio! Era nervosissimo in quel momento e cercavo con tutte le maniere possibili di calmarlo! Gli massaggiavo le gambe, lo coccolavo, gli parlavo lentamente e piano, non so le cose che gli ho fatto per tranquillizzarlo!

    Mah meglio non pensarci…poi piano piano è ricominciato a tornare quello di prima con qualche episodio sporadico nell’arco di tre mesi. dopo tutto si è sistemato! e lasciamo perdere il centro di riabilitazione di “Villa Adria”!! DA CHIUDERE !! dopo circa due mesi di riabilitazione mio padre si è beccato una seconda polmonite (la prima in ospedale e poteva pure starci perché quando delirava si scopriva tutto e avendo ottant’anni il fisico non ha retto) ma qui non ti dico le condizioni della struttura!! passavano gli spifferi dappertutto e pensa che gli hanno fatto fare la riabilitazione anche con la febbre!! mandati in ospedale per curarlo, una volta guarito non lo abbiamo più portato lì. ce lo siamo portati a casa e curato con i nostri medici di fiducia. se saremmo ritornati lì non credo che mio padre ora sarebbe qui!
    invece mia madre dopo l’intervento al ginocchio è andata al centro di riabilitazione “BIGNAMINI” - dopo l’esperienza con mio padre era ovvio – sperando di trovare posto. Al Bignamini mamma si è trovata benissimo, la struttura è decisamente migliore e le persone sono gentili e brave!! All’INRCA anch’io ho sentito parlarne bene e male a seconda dei reparti credo che uno va, perché mia madre come la tua al centro diabete si è trovata benissimo e credo che siano uno di quelli che funzionano bene. Sono molto attenti e gentili con le persone. Comunque concludendo se ti giri intorno non siamo in buone acque, bisogna avere la fortuna di non ammalarsi, cosa molto impossibile!!

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