L’orto nel piatto! ops nella Cocotte! eggià, ho messo queste piantine di pomodoro nelle deliziose cocottine di ceramica rosso fuoco! ieri avevo bisogno di staccare e quindi me ne sono andata all’OrtoAntico. e in queste giorni c'è tanto lavoro da fare! quanto c’è da seminare! pomodori,
peperoni, peperoncini, erbe aromatiche, fagioli, patate ecc…c'è qualche volontario? :-) le varietà di
pomodori sono moltissime e questa che vedete nella cocottina rossa è la varietà
Prince of the Trial. si prende una piantina ad una, ad una per poi metterla nei vasi di
torba. qui resterà una decina di giorni, il tempo di crescere 10/15 cm e poi verrà
interrata nei solchi fatti con l’aratro. ma prima di fare questo lavoro, ho bisogno di una mezz’ora di rilassamento e il
mio rilassamento consiste nel godermi i frutti che la natura offre cioè quelli
che in realtà abbiamo piantato noi che facciamo parte di questa Associazine Culturale. in questo posto di campagna mi rigenero, sto in pace con me stessa ed è
come se ritornassi bambina. quando mi buttavo distesa sui campi di grano,
nascondendomi tra le spighe. mio padre
mi cercava. io non rispondevo e tra le spighe sbirciavo la scena. che ridere. poi
alla fine uscivo fuori e mi facevo vedere con il sorriso sulle labbra. Ah che
tempi di beatitudine e di felicità! e soprattutto di spensieratezza! si lo so che non ci si deve buttare sopra le
spighe perché il grano si rovina ma chi non ha mai provato a farlo? alzi la mano?
essere distesi su un campo di grano, con il capo all'insù e guardare il cielo blu con le scie bianche degli aerei è di una bellezza che non so esprimere in parole. ma mi riempe il cuore di gioia.
mercoledì 9 maggio 2012
giovedì 3 maggio 2012
Spaghetti alla chitarra o troccoli pugliesi!
Questo post lo
dedico a mia madre che con tanto amore, passione e volontà ha dedicato la sua
vita alla cucina e che in questa giornata di sole si è sottoposta ad un
intervento al ginocchio! incrocio le dita! da molto tempo volevo condividere con voi questa
ricetta che mi ricorda le grandi abbuffate che facevo con i miei cugini
quando si andava a passare l’estate in Puglia. eh si perchè d'estate io con la mia famiglia si andava a San Severo dove sono ora rimasti alcuni dei miei zii...e poi tutti al mare nei meravigliosi posti del Gargano :) Vieste, Pugnochiuso, Vico Garganico, Mattinata ecc...erano le mie mete di mare e la foresta umbra era un'oasi di pace e tranquillità dopo una assolata giornata di sole :) quando si arrivava dai miei zii era tutta una festa! la tavola era imbadita con tantissimi cibi del posto. mozzarelle e formaggi divini di cui ancora ricordo il sapore e la bontà, passate di pomodoro fatte in casa accoglievano i primi piatti con una genuità insuperabile! e questo tipo di pasta fatta in casa
era uno dei must di allora e sei poi se li vogliamo condire con un bel sughetto tutto corposo che si avvinghia allo spaghetto, ne viene
fuori un primo da leccarsi i baffi ;-) in Puglia si chiamano “Troccoli” e si
differenziano da quelli abruzzesi per lo spessore in quanto sono più grossi. Così
un giorno di marzo, ci siamo messe con molta pazienza (io e mia madre) a impastare questo semolino e per fortuna
che accanto a me c’era Lei che mi aiutava a capire come fare perché, la per là sembra
una ricetta semplice, ma in effetti non lo è, se poi ci aggiungiamo il fatto che
io sono una principiante in fatto di pasta fatta in casa, capirete meglio la
mia difficoltà. ma piano piano riuscirò a fare bene e da sola anche questa
pasta…diciamo che è stata una bella impresa anche per mia madre
che è una veterana in materia, perché abbiamo avuto dei problemi con la macchina della
pasta, ma tutto poi si è risolto! ne sono
usciti dei spaghetti in perfetta forma al cubo. secondo la tradizione vengono fatti con uno strumento di
legno chiamato chitarra e da qui appunto l’origine del nome, ma se non avete
questa deliziosa chitarra, si può usare la machina della pasta, come abbiamo
fatto noi. è un piatto che mi piace assai ;-)
martedì 24 aprile 2012
...di papaveri, calendule e borragine
...domenica mattina qualche raggio di sole è comparso tra le nuvole.sparse nel cielo ed io ho approfittato per raccogliere all’Orto Antico dei
fiori da portare alla merenda cena. ho raccolto calendule e borragine a volontà. tra le erbe del campo si vedeva qualche
macchia di papavero rosso che ondeggiava a ritmo del vento e chiazze di colore arancione invece fluttuavano da un'altra parte del campo attirando la
mia attenzione. mi sono avvicinata e mi sono accorta che erano papaveri arancioni! che sorpresa è stata per me! molti
li conoscono quasi esclusivamente rossi, ma i papaveri sono anche di
altri colori come il rosa, il giallo, il bianco e il nero. sulla Terra vivono,
infatti, almeno 70 specie diverse e i loro petali coprono quasi per intero i
colori dell’arcobaleno - fatta eccezione per l’azzurro. le varietà di questa
razza hanno fiori dai petali impalpabili, con sfumature di colore tra le più
delicate e iridescenti esistenti in natura. con colori invertiti, ossia con le
macchie alla base dei petali e gli stami chiari invece che neri rispetto a
quelli rossi. sono stata talmente colpita dalla bellezza leggiadra di questo
fiore che voglio deliziarvi con le immagini del cosidetto “papavero californiano”. e poi fiori come le calendule e la borragine hanno riempito il mio cestino di
vimini per colorare e guarnire una bella insalata...
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