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martedì 12 aprile 2022

Ravioli al tè Matcha con ripieno di ricotta mista, speck e radicchio

 

polvere finisssima di Tè e pregiatissimo te verde. usato nel rituale antico della cerimonia giapponese del tè. poesia per me. me ne sono innamorata tanti anni fa, quando ancora in Italia si faceva fatica a trovarlo. il suo colore verde così brillante ha catturato da allora i miei occhi. le sue proprietà salutari e benefiche hanno conquistato il mio menù. preparalo per bere è un arte. e inserirlo ovunque è diventato quasi una sfida con me stessa. di solito lo si abbina in preparazioni dolci avendo un gusto amaro ma io lo sperimento anche nel salato con buoni risultati. questa volta l'ho messo nella farina per prepare dei ravioli ripieni.

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giovedì 1 febbraio 2018

letteratura, musica e cucina numero due !



Ed eccoci alla seconda cena letteraria (che si è svolta nel mese di novembre dell’anno passato) con menù culinario abbinato come sempre al tema che si è parlato durante la serata. Questa volta come protagonista delle letture è stato il viaggio. Il viaggio non solo fisico, inteso come vacanza, lavoro o missione ma anche come espressione di ricerca interiore e desiderio. Un viaggio che ripercorre non solo le strade del mondo ma anche quelle emotive e sentimentali. Per il menù culinario, dopo vari pensamenti mi sono ispirata alle pietanze che si portano durante il viaggio.  


Una volta fatti i bagagli e pronti per partire Voi cosa vi portate?

 
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martedì 14 novembre 2017

Lasagna con zucca e funghi per un menù tutto autunnale !

Autunno. FOLIAGE. colori avvolgenti. pennellate di marrone. rosso. arancione e giallo. i colori della mia terra. colori forti e tenui. tappeti di foglie che fanno bene alla vista e all'anima. ti coccolano. stanchezza. LIFE. lavoro. castagne, nocciole e funghi. il bosco nel piatto. Under My Kitchen. la mia cucina. l'ebrezza della passione. meravigliarsi. STUPORE. realtà. SOCIAL EATING. condivisione a tavola. interessi. cultura. arte. CREATIVITA'. passione per il cibo. un nuovo modo di comunicare. FRIENDS. parole e sorsi di risate. soddisfazioni. gioia e calma. pianti e delusioni. amarezza e coraggio. tenacità e intraprendenza con assaggi pieni di nuvole e malinconia. lista della spesa. determinazione. amarsi. volersi bene. finalmente pensare a se stessi. zuppe piene di trasformazioni. vite parallele che non si incontreranno mai. cambiamenti. non rimanere in trappola. nuove strade e nuove ricette. attenzione alle piccole cose. MUSICA. sound. atmosfere psichedeliche. DREAMS. A momentary lapse of reason. Zucca in testa e nella pancia.
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mercoledì 30 novembre 2016

Letteratura, musica e cucina!



era da molto che volevo fare una serata letteraria con l’abbinamento del cibo. d’altronde questo blog si chiama letto e mangiato e qualcosa vorrà pur dire. se poi vogliamo aggiungerci della musica il trittico è servito! tre arti messe insieme (letteratura, musica, cucina) che si sono interconnesse a vicenda per esprimere semplicemente delle emozioni.
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mercoledì 5 novembre 2014

Se fosse una mela sarebbe la Mela Rosa dei Monti Sibillini !

la mela rosa dei Monti Sibillini (Presidio Slow food) sarebbe la mia mela preferita! questo piccolo frutto, dalla forma così irregolare che non ne trovi uno uguale all’altro. pieno di sapori e valori nutrizionali così buoni e genuini. la mela rosa ha un gusto così intenso e aromatico, un po’ acidulo ma nello stesso tempo zuccherino. croccante quando la mordi e con un profumo fruttato! tornare in questi posti è sempre bello. le tonalità calde ed avvolgenti della campagna. le colline piene di vigne e uliveti. c'è una esplosioni di  colori autunnali così forte che ti senti come se entrassi in un paesaggio da favola. le cime innevate dei Monti Sibillini fanno da sfondo a questo affascinante borgo medioevale. è stato, quello passato un fine settimana bellissimo, con giornate limpide e piene di sole. un cielo dal colore blu acceso che quest'anno non ho visto mai, nemmeno durante il periodo estivo! e l‘aria era pura, sana e ancora mite per essere a Novembre! alla sera un milione di stelle riempivano il cielo e il Paese di Montedinove (dove si è svolta la festa) padroneggiava dall’alto con tutte le sue luci accese.
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martedì 31 dicembre 2013

Felice Anno Nuovo in Green Mood !!

 

Green Mood si quest'anno il Natale è stato un Natale al Verde,
un'iniziativa promossa dai blog 
che si conclude con la rivista on line appena arrivata e creata  in poco tempo dai bravissimi Elfi di Natale che hanno lavorato pure di notte per chiudere questo meraviglioso cerchio. hanno fatto un bellissimo lavoro, se la sfogliate (ho messo anche il banner di lato sulla destra) vedrete raccolte tutte le nostre idee: dal food style al food, dal knitting al packaging. dalle decorazioni, addobbi natalizi particolari al fashion style e orto style. trentadue persone che ogni martedì del mese di dicembre hanno postato piacevolmente qualcosa di hand made nel colore della speranza! ho conosciuto trentadue persone piene di creatività, di arte, di amore e passione per quello che fanno. è stato veramente bello parteciparvi e conoscervi tutti anche se virtualmente, tranne una  ;-) !! sento che abbiamo molte cose in comune. lo si percepisce subito quando una persona è vera e non bleffa! e sono ben felice che l'anno si concluda così, sperando che il 2014 sia sempre migliore e pieno di entusiasmo in quello che facciamo senza farci prendere dall'ansia o dalla tristezza! lo so non è facile ma ce la dobbiamo fare per noi stessi e per i nostri figli. auguro quindi a tutti voi che passate da queste parti e a coloro che mi seguono su FB che l'Anno Nuovo porti soprattutto lavoro ai giovani e non giovani. che si aprono nuove porte, che la tecnologia aiuti l'artigiano creando nuovi lavori, affinché possano camminare insieme e dare spazio a tutti!
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martedì 24 dicembre 2013

Gnocchi con foglie di cavolo nero per un Natale al Verde !

 
oggi è la vigilia di Natale. un Natale 2013 all’insegna del verde, perché con oggi si conclude questa iniziativa a cui ho partecipato con molto entusiasmo e piacere. dove ho conosciuto altre persone molto creative e appassionate di quello che fanno e ho avuto modo di vedere quante idee abbiamo noi tutti per rendere un Natale più speciale. un Natale fatto di piccole cose, di biglietti scritti a mano, di parole affettive, di piccoli gesti e dettagli fatti con le proprie mani e soprattutto fatti con amore. abbiamo bisogno di questo o perlomeno io ho bisogno di questo! non mi occorre nulla di costoso né chissà cosa. desidero solo stare bene con la mia famiglia e miei amici. desidero che tutti stiano bene. questo è il regalo più bello! in questi giorni frenetici (ma non per la caccia al regalo) ma per sistemare tutto ciò che mi occorreva per le feste natalizie, in cui la memoria spesso volentieri [ahimè] si dimentica delle cose da fare e da comprare, perché tu in quel momento mentre sei in giro ad acquistare il bollito per preparare il brodo per i tortellini, pensi già a quello che devi fare dopo [sindrome comune solo alle donne] e a quello che farai dopo del dopo. quindi ora posso tirare un respiro di sollievo e tranquillizzarmi perché sono riuscita a portare a termine tutto quello che avevo programmato. oggi come vuole la tradizione si mangia pesce. infatti noi mangeremo un bel brodetto dell’Adriatico e un appetitoso stoccafisso all’anconetana con patate, ma  essendo l’ultimo giorno del contest Natale al Verde ho preparato e mangiato sabato scorso, questo primo di gnocchi fatto con foglie di cavolo nero e condito con una fonduta di taleggio. un primo che potrete fare nei prossimi giorni, che si basa su un ortaggio di stagione pieno di proprietà e che stupirete sono sicura, i vostri ospiti.
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martedì 10 dicembre 2013

La zuppa di fave secche per un Natale al verde!

secondo la tradizione della cucina pugliese, una volta questa zuppa di fave secche (cibo povero) oltre ad essere mangiata da sola o accompagnata con della cicoria selvatica, veniva abbinata a delle tagliatelle fatte senza uova. le cosiddette “Laine” :-) solo semolino e acqua. tagliate abbastanza larghe come le pappardelle e amalgamate con la purea di fave secche per degustarle nella festività di Santa Lucia che è il prossimo 13 dicembre. oppure è buonissima spalmata sopra a dei crostoni di pane sempre pugliese abbrustolito nel forno per il pranzo di Natale. io l’ho mangiata semplicemente come una zuppa e che zuppa!
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giovedì 28 novembre 2013

La vera ricetta del risotto con la Mela Rosa di Montedinove !

 
ebbene si! questa è la ricetta originale del risotto fatto con la mela tentatrice :-) si perché la Mela Rosa dei Monti Sibillini è...così è!! quando la vedi ti viene voglia di morderla per sentirne il suo sapore, la sua succosità e la sua croccantezza! e più il tempo passa e più diventa colorata assumendo delle tonalità e delle striature più intense. la ricetta è  della Signora Ionni Lia che abita nel Comune di Comunanza in Provincia di Ascoli Piceno e mi è arrivata via mail dal fiduciario della Slow Food Condotta del Piceno-Nelson Gentili. Signora Lia, non sa quanto mi rende felice, la ringrazio infinitamente per la sua cortesia e generosità. donare una ricetta antica è un gesto nobile. chissà da quanti anni questa ricetta si tramanda nella sua famiglia e chissà con quale cura è stata custodita. una volta si scriveva a mano su un foglio, oggi basta digitare dei tasti di un PC e scriverli su un file per poi inviarla con un semplice click! come semplice e  delicato è questo risotto. mi ha subito ricordato il riso al latte (comfort food pieno di affetto per me) ma con l'aggiunta di queste piccole fettine di mela (chiamato personalmente frutto del desiderio) tagliate poi in piccoli pezzetti, diventa un primo piatto molto appetibile e profumatissimo.
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venerdì 1 novembre 2013

questo piccolo cece nero

mi capita una o due volte al mese di andare nella Vallesina presso il Caseificio Piandelmedico dell' AziendaTrionfi Honorati.  ogni volta è sempre una sorpresa di gusti e bontà. si perché in questo caseificio non si vendono solo formaggi freschi, semi stagionati o stagionati tradizionalmente come: yogurt di bufala o di mucca (in vasetti di vetro o in bottiglie) robioline vaccine e bufaline, primo sale, ricottine, caciotte con il rosmarino, il tè  verde ;-) il finocchietto,  il pepe rosa, le spezie, il peperoncino e chi più ne ha più ne metta! ma anche marmellate e confetture, mostarde, gelatine di vino, salse e  salumi (la mortadella è una favola) farine di kamut e di cece nero, da cui vengono prodotti pane e prodotti da forno come grissini, biscotti e schiacciatine. poi ci sono i cosiddetti prodotti di nicchia come il Dadone blu, la Piattella, il Bucarello e la Gessatina che sono veramente sublimi. e non finisce qui perché hanno anche una coltivazione di canapa per la realizzazione di articoli cosmetici, come creme e saponi, prodotti alimentari come birra, formaggi. ho assaggiato i grissini fatti con i semi di canapa, sono da urlo!  in ultimo ma non perché non merita ma in quanto si raccoglie in questo periodo c’è questo piccolo cece nero. il cece nero è un legume tipico della Murgia Carsica (Presidio Slow Food). seminato sin dall'ottocento era consumato nelle famiglie rurali per darlo alle partorienti in quanto è ricco di proprietà nutrienti, in particolar modo del ferro (tre volte tanto la quantità presente in un cece comune) e sembra appunto che il colore scuro della buccia sia dovuto proprio alla quantità di ferro presente mentre il suo interno è di un color paglierino.
 
un legume piccolissimo, rugoso e irregolare! per me è stata una scoperta!
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lunedì 12 agosto 2013

a tutto pomodoro!

eh si perché le piante del pomodoro sono giunte a maturazione con il sole che finalmente si è degnato di arrivare e con le temperature elevate dell'altra settimana questi ortaggi sono esplosi in intensi colori del rosso, giallo e arancione!  coglierli dalla pianta è meraviglioso anche se mi lascia le dita della mano di un colore verdino ed anche se mi incomincia a pizzicare tutte le braccia! ma ne vale la pena! adoro come ormai saprete, mangiarli direttamente dalla pianta ;-) sono così buoni!  oltre a farne un'insalata con della frutta che ho provato giorni fa e che poi vi farò vedere, oggi si va con la pappa al pomodoro che è senz'altro una di quelle ricette che invogliano a mangiarla dato che è un unico piatto dove si utilizza anche il pane raffermo e soprattutto, per farla bene ci vuole quello toscano!
 
quindi viva la PAPPA AL POMODORO di Juls' Kitchen :-)
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giovedì 17 gennaio 2013

una zuppa di topinambur per ricominciare...

Zuppa con topinambur5
 
l'anno nuovo con i sapori dell'orto, per riprendere la normalità, i ritmi quotidiani e iniziare il mio primo post del duemilatredici e far si che i propositi fatti il primo giorno dell'anno vengano mantenuti! che poi di propositi se la vogliamo dire tutta, sono solo  uno. ed è quello di prendersi cura di se stessi. si di me come mamma, come donna e come moglie. nel senso di pensare ad occuparmi di me come membro importante della famiglia e non come ultimo fanalino della coda. mi sono fatta questa promessa il primo giorno dell'anno, mentre mi accingevo a preparmi la mia prima colazione, quando ancora gli altri della casa dormivano. scendendo le scale per andare in cucina. spremendo delle belle e grosse arance. versando del tè fumante alla mela e cannella nella mia tazza preferita. gustandomi una grande fetta di panettone artigianale farcita con frutti di bosco e nel mentre (assaporando lentamente e teneramente questa deliziosa colazione) verso le undici del mattino del primo giorno dell'anno, la mia mente si convinceva sempre più di questo pensiero. si perchè noi donne/mamme lavoriamo, cuciniamo, stiriamo, puliamo e via dicendo. arriviamo alla fine della giornata stanche, assonnate e  pure stressate per far sì che tutto sia in ordine. e poi? poi ci accorgiamo di quanto ci siamo trascurate! invece esistiamo anche noi! bisogna ricordarselo più spesso! la mia parola magica di quest'anno è:  " prendersi cura di me" e me la ripeto nei momenti di sconforto o stanchezza, come un tantra :-) una frase formata da tre parole ma che racchiude in se tutto ciò che ci vuole per iniziare l'anno volendosi bene! rallentare i ritmi frenetici della vita, soffermarsi a pensare di più a se stessi. fare un bel respiro profondo e dirsi che le altre cose piano piano si faranno. fermarsi e ascoltare quello che il nostro animo e corpo desidera :-) e questa bella zuppa di topinambur calda calda sta scaldando queste giornate uggiose e piene di nebbia che si accavallano l'una dietro l'altra. l'anno scorso in questa versione mi era piacuta molto. da tempo avevo visto questa ricetta da Lei e mi ero ripromessa di farla al primo raccolto dall'orto e dato che la quantità di questa radice nodosa nell'orto quest'anno abbonda come non farne una zuppa?! :-)
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martedì 16 ottobre 2012

la zucca arrangata !

 
Prendo fiato e mi immergo nella scrittura. sono arrivata di corsa a questo giorno ma ce l’ho fatta! non potevo non partecipare all’interessante e lodevole contest che Virginia insieme a ProgettoMondoMla ha indetto per assicurare la giusta alimentazione ai bimbi e alle loro mamme nei paesi dove ancora purtroppo c’è la fame! basta regalare una ricetta (che abbia come protagonista il pane) al fine di creare  un calendario e un libro per  raccoglierne i fondi. il pane è il protagonista assoluto di questa giornata. l'alimento che sulla mia tavola e non credo solo sulla mia, non manca mai anzi da quando ho il lievito madre (per l'esattezza un anno e mezzo) me lo preparo handmade e direi che come gusto non ci sia altro pane comprato al forno che tenga :)
cibo e sicurezza alimentare sono alla base della nostra costituzione fisica e mentale. nonostante il fatto che siamo nel 2012 il numero delle persone che non possono permettersi pasti regolari non soltanto nei Paesi considerati poveri, ma anche nelle nazioni più ricche è in aumento. facciamo attenzione a non sprecare nemmeno una mollica di pane e non solo pane!
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venerdì 13 luglio 2012

sogno di una notte di mezza estate...

...il temporale improvviso di ieri pomeriggio non aveva tolto il mio entusiasmo nel cucinare ai fornelli le ultime cose da portare per un evento in campagna. sissà i temporali d'estate vanno e vengono e quindi non avevo dubbi che il sole poi rispuntasse all'improvviso. e così è andata. il sole è uscito tra le nuvole e l'aria si è rinfrescata portando via tutta la calura e l'afa del giorno. arrivata nel posto ho scaricato tutte le mie cosucce e mentre mi accingevo a farcire gli antipasti mi arriva una telefonata da mia figlia. con tono spaventato e  affannato mi dice che è caduta dal  motorino facendosi male! mi dice che ha una ferita molto brutta! ...pausa da parte mia... panico totale! telefono a mio marito e parto subito con la macchina per raggiungerla. abrasioni plurime in tutte le parti del corpo (collo, mento, spalle, mani, gambe) per fortuna sulla fronte no! almeno lì potevo baciarla. e in una coscia aveva legata una fascia bianca,  messa da una signora del posto che era soccorsa ad aiutarla in quanto aveva sentito un rumore forte! in braccio aveva portato anche una bottiglia d'acqua e un bicchiere. grazie ancora signora per le accortezze donate a mia figlia. che guarda il destino, ora so pure chi è ed anche lei sa chi sono io, solo che non ci siamo mai conosciute di persona. ma sia io che mia madre e mio padre conosciamo molto bene la loro figlia Daniela !! le porterò un dolce fatto da me appena posso. poi guardo più in là e vedo il motorino! appoggiato sul ciglio della strada. la parte davanti tutta distrutta! da buttare via. mia figlia piangeva disperatamente e mi ripeteva: mi dispiace mamma. mi dispiace mamma continuando ancora a piangere. l'ho abbracciata piano piano per non fargli male dicendogli che del motorino non mi interessava un cavolo! l'importante era che Lei stava bene e che avremmo risolto il problema! mio marito era già arrivato da pochi minuti e cercava di risolvere altre cose. io tra una parola e l'altra, tra un bacio e una carezza fatta a mia figlia, la rincuoravo perchè era molto spaventata! era sotto shock ! per il resto stava bene, si muoveva e camminava da sola. allora io  e mio marito decidiamo il da farsi. Lei se ne va con il padre al pronto soccorso di Ancona ed io con l'ansia nello stomaco ritorno a finire di sistemare le cose, raccomandando a mio marito che sarei partita subito se c'era qualcosa di grave! avrò chamato mille volte mentre splamavo robiola e philadelphia, mentre preparavo questi finger food di riso venere, mentre cercavo di mettere ordine nella mia mente. ecco come si può rovinare un sogno di una notte di mezza estate! ero partita con la gioia nel cuore, con il sole nelle labbra. con la voglia di fare. poi...poi tutto è svanito nel nulla. è vero il detto: "figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi". chiamo ancora mio marito e finalmente mi dice che i punti non servono. non ha niente di rotto. ritorna in me un po' di luce e vado fuori nel prato a fare alcune foto per distrarmi un po'. foto fatte in fretta e furia e si vede, senza un tocco di precisione nel mettere il pomodorino o la rucola al loro posto affinchè fossero in bella posa. ma posso dirvi che è piacuto molto! ad una certa ora, poco dopo aver saputo che mia figlia con mio marito erano a casa, prendo le mie cose, cesti e cestini, vassaoi, ciotole e ambaramban. saluto le persone e me ne ritorno a casa con la disperata voglia di vedere mia figlia e di baciarla. per fortuna o sfortuna, ancora questo non lo so, i punti non servono perchè la sostanza portata via nella parte della coscia è molto ampia e per intervenire (parlando questa mattina con la gentilisima e bravissima dermatologa) si dovrebbe prendere una parte di tessuto da un'altra parte e metterla nel punto dove manca. si è deciso per ora di lasciar rimarginare o far ricreare da sola la pelle con le pomate (procedimento che va più alla lunga) ma questo poco importa...si vedrà poi nei prossimi giorni in base a come reagisce la pelle e  si deciderà se sia il caso di intervenire o meno chirurgicamente.  Lei, mia figlia non si ricorda di come è successo il fatto. ieri inveece quando mi aveva chiamato, mi aveva detto di come erano andate le cose. oggi nulla, non si ricorda niente. non si rammenta di come è successo. e non si ricorda nemmeno di quello che ha fatto prima. sono molto preoccupata per questo ma i dottori hanno detto che è normale. queste cose accadono quando c'è un grosso spavento. anche la dottoressa questa mattina mi ha detto le stesse cose. e che se c'era qualcosa di grave ieri al pronto soccorso gli avrebbero fatto altri accertamenti come la Tac ecc...speriamo bene!
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giovedì 17 maggio 2012

Salutiamoci con sugo di fava e pomodorini !!

ecco la ricetta con la tenerissima fava raccolta all’Orto!! un bel sughetto per accompagnare delle tagliatelle di semola di grano duro con cacao e peperoncino (specialità umbra)! un pacco di pasta che mi ha portato mia figlia quando è stata in gita scolastica circa un anno fa nei pressi di Castelluccio. oltre a questo pacco di pasta al cioccolato e peperoncino mi ha portato, un altro con la cannella, la famosa e conosciutissima lenticchia di Castelluccio di Norcia, un barattolino di miele con zafferano e dei sacchetti di riso alle fragole, sale alle rose e dell'amaranto. ha speso tutto quello che aveva per portarmi queste prelibatezza, in quanto sa che sua madre va pazza per le cose buone e ricercate :) ed era anche ora che lo tiravo fuori dalla dispensa questo bel pacco di pasta, altrimenti sarebbe restato lì senza consumarlo e sarebbe stato un vero peccato! poi in rete è partitto un contest indetto dal un bel quartetto di donne: Brii, Lo, Stella e Cobrizo che ha realizzato il simpatico logo - per dare via ad una iniziativa "Salutiamoci, mangiare bene per stare bene". un modo pe rimpararre a cucinare qualcosadi buono e sano e conoscere il giusto rapporto tra cibo e salute rispettando la stagionalità. il cibo è molto importante per prevenire i tumori e alte malattie che oggigiorno sono sempre più frequenti e di cui ogni anno purtroppo l'età si abbassa di molto! quindi prevenire è meglio che curare!
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giovedì 3 maggio 2012

Spaghetti alla chitarra o troccoli pugliesi!

Questo post lo dedico a mia madre che con tanto amore, passione e volontà ha dedicato la sua vita alla cucina e che in questa giornata di sole si è sottoposta ad un intervento al ginocchio! incrocio le dita! da molto tempo volevo condividere con voi questa ricetta che mi ricorda le grandi abbuffate che facevo con i miei cugini quando si andava a passare l’estate in Puglia. eh si perchè d'estate io con la mia famiglia si andava a San Severo dove sono ora rimasti alcuni dei miei zii...e poi tutti al mare nei meravigliosi posti del Gargano :) Vieste, Pugnochiuso, Vico Garganico, Mattinata ecc...erano le mie mete di mare e la foresta umbra era un'oasi di pace e tranquillità dopo una assolata giornata di sole :) quando si arrivava dai miei zii era tutta una festa! la tavola era imbadita con tantissimi cibi del posto. mozzarelle e formaggi divini di cui ancora ricordo il sapore  e la bontà, passate di pomodoro fatte in casa accoglievano i primi piatti con una genuità  insuperabile! e questo tipo di pasta fatta in casa era uno dei must di allora e sei poi se li vogliamo condire con un bel sughetto tutto corposo che si avvinghia allo spaghetto, ne viene fuori un primo da leccarsi i baffi ;-) in Puglia si chiamano “Troccoli” e si differenziano da quelli abruzzesi per lo spessore in quanto sono più grossi. Così un giorno di marzo, ci siamo messe con molta pazienza (io e mia madre) a impastare questo semolino e per fortuna che accanto a me c’era Lei che mi aiutava a capire come fare perché, la per là sembra una ricetta semplice, ma in effetti non lo è, se poi ci aggiungiamo il fatto che io sono una principiante in fatto di pasta fatta in casa, capirete meglio la mia difficoltà. ma piano piano riuscirò a fare bene e da sola anche questa pasta…diciamo che è stata una bella impresa anche per mia madre che è una veterana in materia, perché abbiamo avuto dei problemi con la macchina della pasta, ma tutto poi si è risolto!  ne sono usciti dei spaghetti in perfetta forma al cubo. secondo la tradizione vengono fatti con uno strumento di legno chiamato chitarra e da qui appunto l’origine del nome, ma se non avete questa deliziosa chitarra, si può usare la machina della pasta, come abbiamo fatto noi. è un piatto che mi piace assai ;-)
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martedì 28 febbraio 2012

La stracciatella in versione abruzzese

Il sole splende da più di una settimana sulle mie colline e la neve sta scomparendo. l’aria è quasi primaverile e mite ed io mi sto rigenerando e rifiorendo come una pianta. Le cose da sistemare sono molte ma piano piano farò tutto. Il terrazzo è stato ben lavato e pulito e il giardino l’ho quasi sistemato. Peccato che molte piante sono andate distrutte dalla neve. le primule però sono rimaste intatte come pure il gelsomino ha retto bene ma altri arbusti si sono rovinati o spezzati. per nostra fortuna, le grondaie e le tegole della mia casa hanno sopportato bene il peso della neve ma per altri invece sono andate distrutte come certe tubature che non hanno retto alle temperature troppo gelide. ma il sole mi sta priportando il buon umore. quando mi affaccio al balcone o se cammino per strada sento il rumore leggero della neve che si scioglie. le vie sono piene di piccoli ruscelli che con il loro scorrere lento dell’acqua mi danno un senso  di calma e silenzio. le colline cominciano a riprendere il colore verde dell’erba. i tramonti sono spettacolari, sono caldi e colorati, vanno dall’arancione al rosso intenso per poi terminare con lo stesso colore ma più pallido e  tenue e il sole con la sua luce luminosa scende sempre dietro gli Appennini. è bello vedere di nuovo sbucare l’erba dai campi. è bello sentire anche il cinguettio di quei poveri uccellini che ce l’hanno fatta a sopravvivere al freddo. è bello vedere la natura rigermogliare. rimani incredula di come si possa passare nel breve tempo (della durata di una quindicina di giorni) da un mondo all’altro senza spostarsi. rimani sorpresa di come il tempo possa scombinare e stravolgere la vita delle persone  e della natura che ti circonda. ora però il paesaggio è colorato :) e il colore bianco sta lasciando il posto ai colori brillanti e allegri della primavera. carnevale è passato inosservato lasciando una piccolina traccia. e nel periodo polare molte minestre, zuppe e brodi caldi hanno riscaldato i nostri corpi infreddoliti. tra i vari primi caldi preparati, un giorno mi è venuta in mente di fare la stracciatella nel modoin cui si prepara nelle regione dell'Abruzzo. la stracciatella...mmh...quanti ricordi mi riportano alla mente. una volta era sempre presente nei menù delle Cresime, Comunioni o matrimoni. non c’era un pranzo di cerimonia senza avere come primo piatto la stracciatella. poi con il tempo è passata di moda  e il suo uso non è stato più apprezzato e richiesto. ma a me è sempre piaciuta e questa che vi presento è in versione abruzzese. me l’ha fatta mangiare tanto tempo la suocera di mia cugina Daniela che vive a Pescara quando ero ospite da Lei. l’ha preparata per noi dicendomi che questo piatto si usava anticamente nell’entroterra abruzzese. mai avrei immaginato che l’insalata nel brodo si abbinasse così bene! 
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sabato 24 dicembre 2011

Buona vigilia e...

...buon Natale! tra cucinamenti vari e sistemazione delle foto del viaggio, per poi postarle nei prossimi giorni, ho preparato ieri questo sughetto ai frutti di mare (in questo caso senza le code dei gamberi ma l'aggiunta di qualche pannocchia) che oggi a pranzo mangeremo con dei ciavattoni. mentre per mio marito stoccafisso con patate e un bel trittico di olive e capperi che se ce la farò a fotografare vi  svelerò anche la ricetta, all'anconetana !! alla sera mangeremo il solito brodetto di pesce del nostro mare e mentre si aspettarà il Natale giocando a tombola o a burraco, avrò messo a cucinare a fuoco basso, nella pentola grande, il brodo con il lesso e il cappone e gli odori vari per il pranzo del giorno più atteso dell'anno. brodo da servire con i cappelletti ed i tagliolini per mio padre, lesso accompagnato dalla salsa verde fatta con prezzemolo, aglio, alici, uova soda e mollica di pane imbevuta nell'aceto e...tante altre delizie della nostra tradizione marchigiana e non (qualcosa anche di quella pugliese). non tralasciando i dolci come il tiramisù che non può mancare, le mandorle ricoperte di cioccolato, pandoro farcito con crema chantilly e gocciole di cioccolato, spumante e limoncello per digerire il tutto :) giornata intensa quella di oggi ma speciale per chi, ancora come me ama questa festa che racchiude un pacchetto pieno di valori, non economici :)
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giovedì 27 ottobre 2011

Giovedì gnocchi!

eh si questo primo piatto faceva parte del menù del giovedì nella trattoria della mia famiglia. Gnocchi fatti in casa dalle mani esperte di mia madre che li preparava il giorno prima con le patate bianche e poi li surgelava per il giorno dopo. Non so quante quanti chili di patate pelava perché al giorno si servivano all'incirca 50 coperti, quindi immaginate un po’ voi la quantità di patate, io non ve la so dire e il giovedì la maggior parte dei clienti ordinava questo piatto. Il fatto che sia il giovedì il giorno stabilito per proporre questo primo credo che lo si debba attribuire alla tradizione cristiana in virtù del fatto che il venerdì era ed è per chi ancora lo vuole mantenere, il giorno dedicato alla penitenza, quindi si mangia/va il pesce "cibo magro"e di conseguenza il giorno prima appunto il giovedì era/è concesso fare uno strappo alla regola e regalarsi un piatto più sostanzioso. Si perché una volta c'era questa tradizione da seguire (non so se ancora è rimasta in qualche trattoria della zona). Quindi: Giovedì gnocchi, venerdì pesce e la domenica  vincisgrassi, lunedì brodo o minestrone :-) Da noi gli gnocchi venivano serviti con il sugo del ragù, con il sugo di pomodoro, con il sugo alla papera, ai quattro formaggi e negli ultimi anni avevamo abbinato agli gnocchi il sugo di pesce sia in versione bianca che in quella rossa. All’inizio i clienti rimanevano molto titubanti e un po’restii ad ordinarlo perchè non lo avevano mai provato e allora volevano andare sul sicuro preferendo mangiare gli gnocchi con i classici sughi ma poi noi lo consigliavamo vivamente e siccome la clientela fedele si fidava di quello che gli suggerivamo accettava di buon grado. E devo dire che poi è stato tutto un passa parola tra di loro perché quando ritornavano la settimana seguente non c’era bisogno di consigliarlo ma ordinavano subito senza esitazioni: gnocchi alla marinara! E quindi oggi vi vorrei proporvi questo piatto per me un pò nostalgico ma nello stesso tempo pieno di ricordi, perché non abbiamo più la trattoria, ma mia madre ora ogni giorno, che non fa altro che pensare a cosa si deve mangiare, ce li fa trovare non solo il giovedì ma anche gli altri giorni della settimana. E l’altro giorno avendo una piccola cassetta di patate blu di origine francese (non le “vitelottes”) ho voluto provare ad imparare a fare gli gnocchi pure io. Niente di più semplice  e facile!
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giovedì 13 ottobre 2011

Gli sciughetti o sughetti marchigiani ovvero la polenta dolce :)

L’altro giorno ero casa di mia madre e dopo varie chiacchiere culinarie arriva zia Silvana (la sorella minore di mia madre) portando in mano un vassoio contenente gli “sciughetti o sughetti”! Mi dice: Carla questi sgiughetti sono per tuo padre che ne va matto! E che cosa sono? Rispondo io! E’ un tipo di polenta dolce fatta con il mosto, assaggiala e vedrai che è buona.  A prima vista ho fatto una faccia con due occhi sgranati ma sono consapevole che mai dire “non mi piace se prima non si è provato” giusto? allora ho preso un cucchiaino per prenderne una piccola parte di questa polenta o gelatina rossa. Si perché per me rassomiglia molto a una gelatina. Ma appena  comincio a deglutire quella piccola dose rimango stupita e meravigliata! Ne prendo un altro cucchiaino e dico a me stessa che non è niente male! Mio padre mi guarda e mi domanda: allora? Che ne pensi? Lo sai che questo è un antico piatto contadino della nostra terra. Lo mangiavo spesso quando ero ragazzo. E tua zia sapendo che mi piace molto me l’ha portata. Lei, la zia ci tiene molto a tramandare le vecchie tradizioni e a far contenta le persone a cui vuole bene. A questo punto ci siamo date appuntamento nella sua cucina per insegnarmi la ricetta. e considerato il fatto che ancora in alcune zone la vendemmia non è terminata grazie al tempo clemente e sperando che ancora anche voi riusciate a trovare al mercato dell’uva fragola, vi rimando questo piatto antico della tradizione contadina marchigiana, vi va?
Prima della ricetta qualcosa in vernacolo :)
Setembre, uva, vendemia e mosto.
E col mosto, la farina de grà o de'
granturco, njaltri ce famo i sciughetti.
E' un dolce bono 'mbel pò.
Fe nulì el mosto po ce butè la farina.
Dovè girà 'ntun pentolò cume
se fa cu la pulenta. Ala fine ce
metè le noci o le mandule
bele tritate. Fe bulì un tantì e pò
verzè 'ntun piato per falo rafredà.
'Na squisiteza, un dolce tipico de
stu periodo. Na volta i cuntadini li
preparavane per purtali in paese
in dono ale persone impurtanti
in zegno de stima e de usequio.
Se preparane pure 'nte culal'tre
pruvince marchigiane.
li chiamane "sughitti" a Macerata
e Pesaro, i "sapetti" ad Ascoli.
Niente a che vedè con le verziò
industriali,mejo lascià perde!!!

Le dosi sono per ogni litro di mosto:

1 litro di mosto
200 gr di farina di mais
100 gr di noci tritate
*un cucchiao di zucchero

Si prende l’uva fragola (circa 700/800 gr) rossa e bianca e ci si ricava il  mosto spremendola bene bene. Ah se volete conservare il mosto per fare altri dolci o altre cose varie conservatelo una volta freddo in una bottiglia di plastica, nel surgelatore e all’occorrenza tiratelo fuori! Con il mosto da queste parti si fanno anche le ciambelline e il pane. Questa ricetta della ciambellina di mosto la devo chiedere all’altra zia che la sa fare bene :) Allora dicevo una volta spremuta l’uva la si versa nella Cocotte di ghisa che usarla per questa occasione è un vero must! Meglio di così non si può! La si fa bollire e schiumare per circa 30 minuti o sino a che il liquido non si è ridotto della metà e infine si fa raffreddare. Questa operazione si può fare anche il giorno prima. Una volta che il mosto è freddo si aggiunge lo zucchero (un cucchiaio) e lo si fa bollire appena cioè il tempo che si sciolga. Versare ora a pioggia la farina di mais e girare con un cucchiaio di legno o altrimenti con una frusta. Cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso fino a che non si ha la consistenza della polenta. Spegnere il fuoco e aggiungere le noci tritate mescolando bene. Versare il tutto su un piatto grande o vassoio di legno o in ciotoline facendola raffreddare. A questo punto la polenta diventa come una gelatina :) Una volta si usava mettere metà farina bianca e metà farina gialla, o solo farina bianca o come in questo caso solo farina gialla, ma mia zia preferisce farla con la farina di mais perché le sembra che rimanga più consistente e corposa. Voi potete provarla come volete. Devo ammettere che il gusto è decisamente dolce e particolare (direi anche che si potrebbe togliere la dose dello zucchero), la croccanteza delle noci le conferisce quel tocco che non guasta e che serve a spezzare la morbidezza del composto e alla fine della fiera direi che questi piatti antichi della nostra tradizione sono fatti con pochi ingredienti, semplici ma buoni! :)

Questa polenta che vedete nel colore rosso violaceo è fatta con uva fragola rossa ed è quella che mia zia ha portato a mio padre, mentre quella nelle foto su in alto (di color marrone) è preparata con uva fragola bianca e uva fragola rossa. Queste caramelline sono dei piccoli esperimenti che ho fatto io, non proprio riusciti.  Ho messo le foto solo perchè a vederli sono carini altrimenti oltre al fatto che lo zucchero veniva assorbito rapidamente dalla polenta il tasso zuccheroso era troppo alto! però senza il contorno dello zucchero e serviti in pirottini può essere un'idea sfiziosa e carina da portare in tavola per far conoscere dei nuovi sapori, perchè no?
Ultimo avvertimento: non mangiate questa polenta calda perché è decisamente lassativa  :)
Buona giornata a voi tutti!
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