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martedì 17 dicembre 2019

Una cena a tutta Zucca.!


Questa cena la devo conservare nel mio blog di cucina, come quando si conserva la marmellata nel barattolo di vetro per degustarla poi nei mesi invernali. a Novembre scorso ho cucinato un menù tutto a base di zucca, dall'antipasto al dolce. l'idea l'ebbi una mattina di un sabato ottembrino mentro mi stavo recando all'altro mercatino degli archi di Ancona, dove incontrai Eduardo Lo Giudice fondatore di Orto Antico di Senigallia che come ogni sabato mattina espone i suoi colorati e inusuali ortaggi. Le volte che parlammo di collaborare insieme per fare una cena un po' speciale non si contano, ma ovviamente per impegni vari da parte di entrambi non siamo mai riusciti a stabilire una data. invece quel giorno, determinata ed ostinata come non mai, lanciai la proposta senza ma senza se e stabilimmo in un battibaleno la data.. Eduardo avrebbe portato alcune delle sue varietà di zucca (ne ha circa 300 di cultivar) con l'intento di far conoscere l'ortaggio dalle mille proprietà e divulgare il suo progetto ed io avrei preparato il menù dal colore tutto arancione.
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martedì 4 febbraio 2014

crema di cannellini, ceci, aglio e anelli di cipolle arrosto con timo

le ricette che oggi vi propongo sono tratte dal libro “What Katie Ate” che in Italia è stato tradotto con “In cucina con Katie. Ricette e altri piccoli segreti”. in inglese vuol dire quello che ha mangiato Katie o quello che Katie ha mangiato. invertendo il soggetto il concetto è sempre quello! Beh vi domanderete ma chi questa Katie? per molte di noi foodblogger è una domanda semplicissima ma per chi ancora non la conosce e vuole sapere chi sarai mai questa Katie eccomi qui pronta! Katie è una fotografa irlandese che per anni ha lavorato in uno studio grafico. poi ha conosciuto suo marito Mick australiano e si è trasferita a Melbourne dove è stata assunta da un importante studio come Design Director. per anni si è domandata se quello fosse stato il suo vero lavoro nonostante le sue passioni per  il design. ogni giorno si trascinava al lavoro in maniera non soddisfatta come se ci fosse qualcos’altro che l’aspettasse dietro l’angolo senza capire cosa fosse. poi quando nel 2009 muore sua madre comincia a spronarsi  e mettere ordine nella sua vita. abbandona il suo lavoro grazie alla fortuna che le aveva lasciato la madre e il padre e comincia a pensare cosa fare. nei mesi successivi si rende conto che qualsiasi cosa fa gira intorno al cibo diventando sempre più una passione. decide così che sarebbe diventata la migliore pasticcera di cupcakes ma senza ottimi risultati, poi la migliore produttrice di biscotti glassati ma anche qui niente da fare, come pure la più brava sfornatrice di macarons ma neppure questo era il suo campo. dopo vari fallimenti e il morale a zero, una sera una idea la colpì! avrebbe unito la sua esperienza creativa con la passione per il cibo diventando una fotografa e food stylist. con questo entusiasmo comincia la sua carriera attrezzandosi di buone fotocamere, facendo dei corsi di fotografia, cucinando le ricette stagionali e sempre nuove. poi il suo tutor Mark Boyle gli suggerisce di aprire un blog on line chiamandolo “What Katie Ate e da qui il libro. è un libro fatto con foto dal colore marrone e nero, stile vintage e un po' retrò, dove il set non è perfetto nella mise en place. qui non c’è la perfezione del cibo posto nel piatto garbatamente, non ci sono macchie o gocce di unto nella teglia o nei piatti. qui ci sono le posate sporche del cibo che si è appena mangiato, pezzi di formaggio e gocce d'olio sulla tavola, limoni spremuti e cibo spezzato posti però in maniera chic. e questo per me la rende speciale! uno stile inconfondibile. molto lontano dallo stile perfetto, bianco e pieno di luce della fotografia che si trova in giro e che a me non dispiace affatto! ma questo modo di comunicare di Katie  in maniera diversa mi affascina. mi sento attratta dalle pagine di questo libro e non vorrei mai riporlo nella libreria. è come se avesse una calamita! mi invoglia e mi stimola a cucinare, ad assaggiare quel cibo. un libro da sfogliare ma anche da mangiare non solo con gli occhi!
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martedì 24 dicembre 2013

Gnocchi con foglie di cavolo nero per un Natale al Verde !

 
oggi è la vigilia di Natale. un Natale 2013 all’insegna del verde, perché con oggi si conclude questa iniziativa a cui ho partecipato con molto entusiasmo e piacere. dove ho conosciuto altre persone molto creative e appassionate di quello che fanno e ho avuto modo di vedere quante idee abbiamo noi tutti per rendere un Natale più speciale. un Natale fatto di piccole cose, di biglietti scritti a mano, di parole affettive, di piccoli gesti e dettagli fatti con le proprie mani e soprattutto fatti con amore. abbiamo bisogno di questo o perlomeno io ho bisogno di questo! non mi occorre nulla di costoso né chissà cosa. desidero solo stare bene con la mia famiglia e miei amici. desidero che tutti stiano bene. questo è il regalo più bello! in questi giorni frenetici (ma non per la caccia al regalo) ma per sistemare tutto ciò che mi occorreva per le feste natalizie, in cui la memoria spesso volentieri [ahimè] si dimentica delle cose da fare e da comprare, perché tu in quel momento mentre sei in giro ad acquistare il bollito per preparare il brodo per i tortellini, pensi già a quello che devi fare dopo [sindrome comune solo alle donne] e a quello che farai dopo del dopo. quindi ora posso tirare un respiro di sollievo e tranquillizzarmi perché sono riuscita a portare a termine tutto quello che avevo programmato. oggi come vuole la tradizione si mangia pesce. infatti noi mangeremo un bel brodetto dell’Adriatico e un appetitoso stoccafisso all’anconetana con patate, ma  essendo l’ultimo giorno del contest Natale al Verde ho preparato e mangiato sabato scorso, questo primo di gnocchi fatto con foglie di cavolo nero e condito con una fonduta di taleggio. un primo che potrete fare nei prossimi giorni, che si basa su un ortaggio di stagione pieno di proprietà e che stupirete sono sicura, i vostri ospiti.
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mercoledì 28 agosto 2013

Carpaccio di pollo alle erbe aromatiche

dopo il diluvio di ieri che sembrava portasse l'inverno, oggi c'è a sorpresa una magnifica giornata di sole! speriamo di andare al mare ancora per qualche altro giorno che l'inverno è in arrivo... in più qui nella zona  di Ancona e precisamente a Numana (zona balneare e turistica) si balla! nel senso che ogni tanto ci sono delle scosse di terremoto! tant'è che proprio l'ultima, di magnitudo 4.4 ML è avvenuta giovedì scorso alle 8.44 di mattina, mentre ero in bagno che mi stavo preparando a vestire per andare, per l'appunto, al mare. ho avuto un po' di spavento all'inizio della scossa, perché arriva in un lampo, con un forte boato e poi comincia tutto ad oscillare. ma quando ho letto on line che non c'erano danni da nessuno parte mi sono tranquillizzata. e così me ne sono andata lo stesso al mare supponendo che avrei trovato pochissime persone e invece....invece surprise! al parcheggio di Sirolo per andare alla spiaggia dei Sassi Neri (zona di mare stupenda chevolodicoafare ormai tanto la decanto sempre) c'era la coda! e la spiaggia era strapiena di turisti e non, il ristorante idem! sono rimasta molto sorpresa e stupefatta della cosa! perché noi ci siamo abituati al terremoto, ma i turisti? a quanto sembra anche loro! beh meglio così! bene, ora però passiamo alla ricetta di oggi che ha sempre come ingrediente il pomodoro. ebbè i pomodori in questo periodo sono nel fior fiore della loro maturazione e finché ci sono, bisogna mangiarli. questa volta l'ho abbinato ad un carpaccio di pollo rendendo il piatto molto fresco e saporito. e dato che l'estate non è ancora finita si va con i piatti freddi da portare anche in spiaggia :-)
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lunedì 12 agosto 2013

a tutto pomodoro!

eh si perché le piante del pomodoro sono giunte a maturazione con il sole che finalmente si è degnato di arrivare e con le temperature elevate dell'altra settimana questi ortaggi sono esplosi in intensi colori del rosso, giallo e arancione!  coglierli dalla pianta è meraviglioso anche se mi lascia le dita della mano di un colore verdino ed anche se mi incomincia a pizzicare tutte le braccia! ma ne vale la pena! adoro come ormai saprete, mangiarli direttamente dalla pianta ;-) sono così buoni!  oltre a farne un'insalata con della frutta che ho provato giorni fa e che poi vi farò vedere, oggi si va con la pappa al pomodoro che è senz'altro una di quelle ricette che invogliano a mangiarla dato che è un unico piatto dove si utilizza anche il pane raffermo e soprattutto, per farla bene ci vuole quello toscano!
 
quindi viva la PAPPA AL POMODORO di Juls' Kitchen :-)
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martedì 16 ottobre 2012

la zucca arrangata !

 
Prendo fiato e mi immergo nella scrittura. sono arrivata di corsa a questo giorno ma ce l’ho fatta! non potevo non partecipare all’interessante e lodevole contest che Virginia insieme a ProgettoMondoMla ha indetto per assicurare la giusta alimentazione ai bimbi e alle loro mamme nei paesi dove ancora purtroppo c’è la fame! basta regalare una ricetta (che abbia come protagonista il pane) al fine di creare  un calendario e un libro per  raccoglierne i fondi. il pane è il protagonista assoluto di questa giornata. l'alimento che sulla mia tavola e non credo solo sulla mia, non manca mai anzi da quando ho il lievito madre (per l'esattezza un anno e mezzo) me lo preparo handmade e direi che come gusto non ci sia altro pane comprato al forno che tenga :)
cibo e sicurezza alimentare sono alla base della nostra costituzione fisica e mentale. nonostante il fatto che siamo nel 2012 il numero delle persone che non possono permettersi pasti regolari non soltanto nei Paesi considerati poveri, ma anche nelle nazioni più ricche è in aumento. facciamo attenzione a non sprecare nemmeno una mollica di pane e non solo pane!
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venerdì 12 ottobre 2012

una tatin di carote nere e una spremuta di melograno :)

lo so lo so e lo so! il colore nero non dona molto al cibo. una pietanza così scura può sembrare, anzi no, direi che sembra provenire dal ricettario della "Famiglia Addams" e in effetti quando l'ho presentata ad A. me l'ha subito detto :O ! ma prima bisogna assaggiare e poi criticare eheheh. una tatin con carote nere o viola suvvia cosa sarà mai! la ricetta proviene dall'ultimo numero di Sale & Pepe di cui io ho rivoluzionato i colori degli ingredienti! dovevo pure impiegarle in qualcosa di particolare queste carote tanto ricercate. e quando mi sono imbattuta sulla foto della rivista è stato amore a prima vista! è mia ho detto! ora non fermatevi alle foto, ma osate e provate a cucinarle in questa maniera. si fa velocemente e se volete un po' di rumorio e risate a tavola, accompagnate da occhi e facce inorridite, non avete che da fare questa ricetta ahahhah. ma credetemi il risultato alla fine è buono e quel gusto particolare dato dalla salsa di soia caramellata con lo zucchero e il burro lo rende molto asiatico. farete un'ottima figura, infatti poi è stato apprezzato. e avrete dimostrato che sapete cucinare anche qualcosa dalle note orientali ;) se ora non vi tenta, tenetela in archivio per la festa di Hallowen :DDD
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lunedì 8 ottobre 2012

i colori autunnali degli ortaggi

il mondo degli ortaggi così vasto, così assortito, così brillante anche d'autunno! colori caldi e sapori intensi. un bel raccolto sulle tonalità del colore viola, giallo e verde. passando dai fagiolini alle melanzane lunghe striate o in tinta unita, alla melanzana slim gim e baby. l'Orto Antico è avvolto dai colori autunnali da portare in tavola gustandoli con bel sorriso :D 
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martedì 24 luglio 2012

i colori delle bietole !


quando il tempo fuori è grigio e non solo fuori, io ho bisogno di colore, di positività e di energia per ricaricarmi e tirare fuori i colori dell’anima che in questo momento sono solo sfumature di grigio appunto! ho bisogno di andare oltre. al di là delle siepe, delle nuvole e del malumori. sabato scorso giocando in anticipo sulle previsione delle condizioni meteo che annunciavano arrivi di temporali e abbassamento delle temperature, mi sono recata all’orto per raccoglie queste biete colorate. un bel cesto di coste che vanno dal rosso intenso all’arancione, dal fucsia al rosa per poi arrivare al giallo.
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giovedì 17 maggio 2012

Salutiamoci con sugo di fava e pomodorini !!

ecco la ricetta con la tenerissima fava raccolta all’Orto!! un bel sughetto per accompagnare delle tagliatelle di semola di grano duro con cacao e peperoncino (specialità umbra)! un pacco di pasta che mi ha portato mia figlia quando è stata in gita scolastica circa un anno fa nei pressi di Castelluccio. oltre a questo pacco di pasta al cioccolato e peperoncino mi ha portato, un altro con la cannella, la famosa e conosciutissima lenticchia di Castelluccio di Norcia, un barattolino di miele con zafferano e dei sacchetti di riso alle fragole, sale alle rose e dell'amaranto. ha speso tutto quello che aveva per portarmi queste prelibatezza, in quanto sa che sua madre va pazza per le cose buone e ricercate :) ed era anche ora che lo tiravo fuori dalla dispensa questo bel pacco di pasta, altrimenti sarebbe restato lì senza consumarlo e sarebbe stato un vero peccato! poi in rete è partitto un contest indetto dal un bel quartetto di donne: Brii, Lo, Stella e Cobrizo che ha realizzato il simpatico logo - per dare via ad una iniziativa "Salutiamoci, mangiare bene per stare bene". un modo pe rimpararre a cucinare qualcosadi buono e sano e conoscere il giusto rapporto tra cibo e salute rispettando la stagionalità. il cibo è molto importante per prevenire i tumori e alte malattie che oggigiorno sono sempre più frequenti e di cui ogni anno purtroppo l'età si abbassa di molto! quindi prevenire è meglio che curare!
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mercoledì 9 maggio 2012

L'orto Antico nella Cocotte Staub !!

L’orto nel piatto! ops nella Cocotte! eggià, ho messo queste piantine di pomodoro nelle deliziose cocottine di ceramica rosso fuoco! ieri avevo bisogno di staccare e quindi me ne sono andata all’OrtoAntico. e in queste giorni c'è tanto lavoro da fare! quanto c’è da seminare! pomodori, peperoni, peperoncini, erbe aromatiche, fagioli, patate ecc…c'è qualche volontario? :-) le varietà di pomodori sono moltissime e questa che vedete nella cocottina rossa è la varietà Prince of the Trial. si prende una piantina ad una, ad una per poi metterla nei vasi di torba. qui resterà una decina di giorni, il tempo di crescere 10/15 cm e poi verrà interrata nei solchi fatti con l’aratro. ma prima di fare questo lavoro, ho bisogno di una mezz’ora di rilassamento e il mio rilassamento consiste nel godermi i frutti che la natura offre cioè quelli che in realtà abbiamo piantato noi che facciamo parte di questa Associazine Culturale. in questo posto di campagna mi rigenero, sto in pace con me stessa ed è come se ritornassi bambina. quando mi buttavo distesa sui campi di grano, nascondendomi  tra le spighe. mio padre mi cercava. io non rispondevo e tra le spighe sbirciavo la scena. che ridere. poi alla fine uscivo fuori e mi facevo vedere con il sorriso sulle labbra. Ah che tempi di beatitudine e di felicità! e soprattutto di spensieratezza!  si lo so che non ci si deve buttare sopra le spighe perché il grano si rovina ma chi non ha mai provato a farlo? alzi la mano? essere distesi su un campo di grano, con il capo all'insù e guardare il cielo blu con le scie bianche degli aerei è di una bellezza che non so esprimere in parole. ma mi riempe il cuore di gioia.
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lunedì 28 novembre 2011

Topinambur arraganati o reanati!

Topinambur topinambur ma cosa sarà mai questo tubero che dalle nostre parti è poco conosciuto? E non è nemmeno facile a trovarlo? Ma quest’anno all’Orto Antico ce ne sono moltissimi. Quindi topinambur a volontà! E’ anche chiamato tartufo di canna, patata selvatica o del Canada. La sua pianta assomiglia a quella del girasole solo è più piccola e dà i suoi frutti verso settembre/ottobre ma anche a novembre dato che nel nostro orto li ho raccolti l’altra settimana J Il bello è che quando sradichi questo arbusto rimani sorpresa per i tuberi che contiene sotto terra! E se scavi sotto ancora sotto ne trovi altri. La sua forma è particolare come vedete, tutta bitorzoluta con molte piccole sporgenze, la buccia è striata e di colore rosa fucsia, l’interno invece è bianchissimo! Certo che per pulirli è stata una bella impresa! La terra era ovunque e quella nascosta nelle fessure strettissime era difficile da togliere ma con una spugnetta piano piano ce l’ho fatta!
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lunedì 21 novembre 2011

No knead bread (pane senza impasto) con zucca e semi di papavero :)

Quando lessi questo post di Elena era proprio in questo mese dell’anno (nemmeno a farci apposta) solo che era il 2007! Lei allora viveva a Boston con la sua famiglia e aveva sul lato  destro del blog una foto di una bambina piccola e bionda con in mano un bicchiere di latte! E come Header aveva una foto di un bel mazzo di rosmarino in fiore! Il nome del suo blog “ComidaDeMama” vuol dire “Il cibo della mamma” J. Oltre alle ricette di cibo postava anche i viaggi che faceva, come quelli a New York dandoci informazioni e indirizzi vari sui Food Market, locali e negozi. Mi ricordo che quando leggevo i suoi post  mi perdevo nelle sue foto e nei suoi racconti e sognavo davanti allo schermo del PC perché andare a NY era sempre stato un sogno per me! Allora ancora non avevo aperto un blog di cucina ma avevo iniziato a leggere on line le prime Food blogger come Sigrid alias cavoletto, Elena alias ComidaDeMama e Cuoche dell’altromondo alias Alex e Marina ora divenuto Foto e fornelli alias Alex e altre ancora che già avevano anticipato quello che sarebbe stato poi il nuovo fenomeno nella blogsfera Italiana! una realtà sempre in continua crescita! Di cui molte ne hanno fatto un lavoro! Questa ricetta del pane senza impasto mi aveva colpito molto sia per la semplicità nel farlo (pochi sforzi) che per la bellezza del pane! Avevo visto anche il video. Dopo un anno di letture  anch’io ho aperto un blog di cucina, era il mese di marzo del 2008 e mi lanciai anch’io ad occhi chiusi nella rete :) e piano piano leggendo di qua e di là ho cominciato a conoscere virtualmente e non solo virtualmente ma anche di persona alcune persone che stanno dietro al blog ed a sperimentare le nuove ricette da ogni parte del mondo! Ecco in quel istante mi si è aperto un mondo davanti ai niei occhi, anzi una Bibbia della cucina! Mi piace conoscere nuovi sapori, nuovi ingredienti, nuove culture culinarie, mi piace sperimentare in cucina nuovi abbinamenti. e trovare allora le spezie e gli ortaggi che vedevo sul Web era un impresa ardua (oggi già va meglio) per fortuna :) Per fare questo pane mi occorreva una pentola di ghisa anche se avrei potuto farlo con un tegame di alluminio coperto con della carta argentata da forno. Ma a volte e forse direi molto spesso sono perfettina. Però quest’anno mi è stato donato il lievito madre, ho incominciato a impastare il mio primo pane in casa (che goduria) e poi ho avuto la mia prima Coccotte di ghisa della Staub! Ed allora mi son detta: “This the time” per provare il "No knead bread" cioè il pane senza impasto che spopola orami ovunque sulle pagine delle food blogger! Ma potevo farlo semplicemente con della farina io? No ma ti pare!? ho voluto farlo con l’aggiunta della zucca che ne avevo tantissima e non sapevo più dove metterla e dei semi di papavero :)

Quindi oggi ricetta del No Knead bread (pane senza impasto) con zucca e semi di papavero :)
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giovedì 27 ottobre 2011

Giovedì gnocchi!

eh si questo primo piatto faceva parte del menù del giovedì nella trattoria della mia famiglia. Gnocchi fatti in casa dalle mani esperte di mia madre che li preparava il giorno prima con le patate bianche e poi li surgelava per il giorno dopo. Non so quante quanti chili di patate pelava perché al giorno si servivano all'incirca 50 coperti, quindi immaginate un po’ voi la quantità di patate, io non ve la so dire e il giovedì la maggior parte dei clienti ordinava questo piatto. Il fatto che sia il giovedì il giorno stabilito per proporre questo primo credo che lo si debba attribuire alla tradizione cristiana in virtù del fatto che il venerdì era ed è per chi ancora lo vuole mantenere, il giorno dedicato alla penitenza, quindi si mangia/va il pesce "cibo magro"e di conseguenza il giorno prima appunto il giovedì era/è concesso fare uno strappo alla regola e regalarsi un piatto più sostanzioso. Si perché una volta c'era questa tradizione da seguire (non so se ancora è rimasta in qualche trattoria della zona). Quindi: Giovedì gnocchi, venerdì pesce e la domenica  vincisgrassi, lunedì brodo o minestrone :-) Da noi gli gnocchi venivano serviti con il sugo del ragù, con il sugo di pomodoro, con il sugo alla papera, ai quattro formaggi e negli ultimi anni avevamo abbinato agli gnocchi il sugo di pesce sia in versione bianca che in quella rossa. All’inizio i clienti rimanevano molto titubanti e un po’restii ad ordinarlo perchè non lo avevano mai provato e allora volevano andare sul sicuro preferendo mangiare gli gnocchi con i classici sughi ma poi noi lo consigliavamo vivamente e siccome la clientela fedele si fidava di quello che gli suggerivamo accettava di buon grado. E devo dire che poi è stato tutto un passa parola tra di loro perché quando ritornavano la settimana seguente non c’era bisogno di consigliarlo ma ordinavano subito senza esitazioni: gnocchi alla marinara! E quindi oggi vi vorrei proporvi questo piatto per me un pò nostalgico ma nello stesso tempo pieno di ricordi, perché non abbiamo più la trattoria, ma mia madre ora ogni giorno, che non fa altro che pensare a cosa si deve mangiare, ce li fa trovare non solo il giovedì ma anche gli altri giorni della settimana. E l’altro giorno avendo una piccola cassetta di patate blu di origine francese (non le “vitelottes”) ho voluto provare ad imparare a fare gli gnocchi pure io. Niente di più semplice  e facile!
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domenica 2 ottobre 2011

N'goyo la melanzana rossa al forno!

Zucca o pomodoro? Cosa vi sembra questo ortaggio mignon? guardatelo bene...no no niente di tutto questo! E' una melanzana rossa e il suo nome è N’goyo di origine africana. Non so nemmeno come si pronuncia, forse niguio? mah! però è piccola, piccola e piccina da far quasi tenerezza e per rendervi l’idea di quanto piccolina sia basta guardare le foto alla fine del post...sta tra il pollice e l’indice di una mano o racchiusa nel pugno di una mano insomma può sembrare una small zucca o un pomodoro rosso ma invece è una mini melanzana. Di melanzane baby nel nostro Orto Antico ne avevamo una varietà l’anno scorso, di colore bianco e viola e dalla forma ovale chiamata appunto baby melanzana, la melanzana rossa di Rotonda della Basilicata l’avevo vista qui, quella simile del Pollino Lucano qua,  ma questa tutta rossa è la prima volta che la vedo dal vero e che la mangio! Eh si ho provato a cucinarla cercando di inventarmi  qualcosa di appetitoso. Pensando e ripensando l’unica cosa che mi veniva in mente era quella di farla al  forno. Ne avevo cinque di numero quindi sott’olio o sott’aceto nemmeno a parlarne, sminuzzarla e farne un sughetto con altri ortaggi no mi entusiasmava molto perché volevo che la sua forma rimanesse intatta per essere appetibile agli occhi e allora l’unico modo era quello di farcirla con qualcosa e farla al forno! Il gusto rimane più amarognolo rispetto alle nostre classiche melanzane ma se le riempiamo con questa crema l’amaro scompare! Ah è molto piena di semi ma questi l’ho tolti :) alla fine della cottura.
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lunedì 26 settembre 2011

Lasagne in bianco!


Ben ritrovati! Come avete passato la Domenica? Che cosa avete preparato per pranzo ieri? Ecco io ho cucinato queste belle lasagne in bianco! Ah ne avevo una grande voglia, era parecchio tempo che non le mangiavo in versione vegetariana. Questa è un’alternativa alla classica lasagna rossa cioè quella fatta con il ragù che una volta qui dalle mie parti ma anche in Emilia Romagna, si mangiava per il pranzo Natalizio o alle feste mentre al giorno d’oggi si mangia quando si ha tempo per prepararle e in numerose varianti. E’ una pietanza che si porta anche quando si fanno delle scampagnate perché le lasagne sono buone anche fredde in quanto mantengono il loro sapore. A me però piacciono calde calde e ben cotte con quelle punte abbrustolite che quando le metti in bocca senti tutta la loro croccantezza e la besciamella deve essere abbondante perché deve colare quando tagli la sfoglia! ah che goduria per il palato! La sfoglia  non è come quella di una volta quando mia nonna la faceva solo con il mattarello ma ci si accontenta! Nella mia regione e in alcune zone dell’Umbria ci sono anche i vincisgrassi che sono una variante locale con una antica tradizione, vengono fatti con il ragù a cui vanno aggiunti le frattaglie o il tartufo. Ma oggi andiamo in bianco! Ah potete inserire anche altre verdure o ortaggi! Sbizzaritevi  nell’interpretazione!
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domenica 14 agosto 2011

E' tempo di...


…preparare piatti al profumo di mare. è tempo di passeggiate lungo la battigia. è’ tempo di letture e di ascoltare musica. È tempo di andare a teatro o di guardare un cinema all’aperto. È tempo di eventi e sagre paesane. E’ tempo di rilassarsi, di godersi la quotidianità anche nelle piccole cose. E’ tempo di prendersi cura di se stessi, di coccolarsi e di amarsi. è tempo di godere le ultime giornate di chiarore. è tempo di  vedere le stelle cadenti. È tempo di conserve, marmellate, barbecue e pic nic. è tempo di aperitivi in riva al mare o di cene al lume di candela. è tempo di vacanze, di fare le valigie, di prendere il treno o l’aereo. È tempo di congiungersi alle famiglie lontane. È tempo di stare insieme e mangiare sano.

…ma è tempo anche di pomodori!
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martedì 26 luglio 2011

I friggitelli al forno nelle mini cocotte Staub


L’idea di questa ricetta mi è venuta guardando la rubrica “Eat Parade” che ogni venerdì alle 13.45 viene trasmessa all’interno del tg2 e che è per me un appuntamento fisso della giornata (se sono a casa chiaramente) vi consiglio di non perderla assolutamente se siete amanti del mangiare sano e con tutte le info e i consigli che ci dà diventa molto interessante. Una rubrica che ci fa conoscere i prodotti (molti sono Presidio Slow food) del nostro territorio con l’abbinamento di ottimi vini. In più si parla di: sagre, eventi, fiere, manifestazioni enogastronomiche in giro per la nostra bella Penisola, gite fuori porta per il WE e piatti della cucina regionale e in ultimo prima dei titoli di coda ci dà consigli gustosi da leggere e da bere. Poche settimane fa mentre seguivo questa rubrica lo chef Maurizio Bianchini ha presentato una ricetta con i frigittelli e un'altra con i peperoni “normali” e mi ero ripromessa di farla appena avessi trovato questi deliziosi peperoni dal sapore dolce.
I friggitelli li conoscete benissimo no? Sono quei peperoni dolci con la forma allungata di colore verde o rosso. Sono buonissimi già farli semplicemente fritti ma in questa versione si crea un piatto appetitoso e godibile. Ecco a voi la ricetta da me rivisitata ;-)
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lunedì 4 luglio 2011

Un mazzo di cardi in seme dall’Orto Antico

Questa mattina avevo due ore libere, il tempo era favorevole, il sole c’era e i temporali questa volta non si sono messi di traverso! Quindi ho preso la macchina sia quella a quattro ruote che quella fotografica e sono partita. Me ne sono andata nell’Orto antico a rilassarmi un po’!  Avevo bisogno di tranquillità e di quiete e soprattutto di silenzio. Ho ammirato tutto quello che c’era con calma scrutando bene ogni pianta. Anche quest’anno i pomodori crescono a pieno ritmo, appena si allungano vengono legati con la rafia alle canne, già mi immagino che oltre a farne colorate e saporite insalate, verranno  invasate per farne delle meravigliose macedonie e conserve. Le piante di pomodori si separano di circa 40/50 cm e tra esse si intravede il ciuffetto di un bel sedano. Le  varietà: il pomodoro di Monte San Vito, lo  yellow pear, il chocolate, il  green zebra e lo yellow stuffer e tante altre che ora non mi ricordo il nome…Sulla sinistra dei pomodori, una vivace e alta fioritura di cardi dalle foglie verde argento spicca verso l’alto, con i suoi fiori violetto e blu indaco. Sono uno sbocciare continuo per poi diventare seme da raccogliere. La varietà è il Gobbo di Lucca. I cardi in fiore sono di una bellezza unica. Certo prenderli in mano non è piacevole perché oltre a pungerti, ti lasciano qualcosa di appiccicoso che non so definire ma la tentazione di vederli in un bel vaso in casa è molta che vabbè ne ho raccolti un po’ e ne ho fatto un bel mazzo con assieme dei piccoli girasoli e un po’ di camomilla. Piante di zucchine invece si elevano da terra per pochi centimetri ma ricche di fiori e di ortaggi. Varietà dal colore verde, giallo e bianco colorano un fazzoletto di terra: la genovese, la gold, la gialla rugosa friulana e la mezza lunga triestina bianca. E poi girasoli, girasoli e girasoli fanno da contorno all’orto come se fosse una staccionata. Ho raccolto un po' di zucchine e qualche fiore e con il bel mazzo di cardi mi sono messa seduta su un muretto di fianco all’orto e ho provato a giocare facendo una composizione nei miei stivali di gomma. Così eccomi qui a condividere con voi queste foto in modo che possiate vedere com’è la natura con i suoi ortaggi in questo periodo dell’anno. Spero di trasmettervi la bellezza e nello stesso tempo la semplicità di questo spettacolo. Anche le piccole cose anzi credo che soprattutto le piccole cose come queste aiutano a far ritrovare le energie in un momento di stanchezza. Mi sono emozionata davanti ai colori dei cardi in fiore e davanti a quei piccoli ma lavorativi insetti che volano da un fiore all’altro e quando si posano sulle corolle, le loro delicate zampette si muovono freneticamente come dei piccoli operai. Api e coleotteri atterrano e decollano  velocemente senza vedere che tu sei lì a fotografare, tantè che quando mi sono avvicinata per fare le foto ho rischiato molto! Ma la sensazione appagante che mi dà nel soffermarmi a guardare tutto questo è di un immenso piacere. Armonia e emozione, colore e sfumature,  silenzio e fruscio, terra e acqua, fiori e ortaggi.
Ora vi lascio guardare senza interrompervi :-)
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lunedì 30 maggio 2011

fava fashion!

fava blu, aglio fresco e finocchio selvatico
Se mio nonno mi vedesse ora mangiare queste piatto tipico della cucina  marchigiana, di cui lui ne andava matto per quanto gli piaceva,  mi ridirebbe in faccia facendomi delle pernacchie! Eh si, allora la fava mi piaceva solo cruda, piccolina e quindi tenerissima. Oggi invece ho scoperto che anche cotta e soprattutto fatta in “porchetta” come piaceva al mio caro nonno, ne sono ghiotta anch’io! La fava è giunta al termine e nell’Orto antico  è rimasta quella grande e fra le file di quelle di color verde ce ne sono anche alcune dal colore blu, una varietà diversa. Diventa blu nel momento in cui si secca e giunge a maturazione. Anche il baccello si colora di blu anzi direi un blu/violaceo. Sono bellissime da vedere e con quel occhiello giallo e quella tonalità sembrano delle fave fashion :-)!
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