Questa cena la devo conservare nel mio blog di cucina, come quando si conserva la marmellata nel barattolo di vetro per degustarla poi nei mesi invernali. a Novembre scorso ho cucinato un menù tutto a base di zucca, dall'antipasto al dolce. l'idea l'ebbi una mattina di un sabato ottembrino mentro mi stavo recando all'altro mercatino degli archi di Ancona, dove incontrai Eduardo Lo Giudice fondatore di Orto Antico di Senigallia che come ogni sabato mattina espone i suoi colorati e inusuali ortaggi. Le volte che parlammo di collaborare insieme per fare una cena un po' speciale non si contano, ma ovviamente per impegni vari da parte di entrambi non siamo mai riusciti a stabilire una data. invece quel giorno, determinata ed ostinata come non mai, lanciai la proposta senza ma senza se e stabilimmo in un battibaleno la data.. Eduardo avrebbe portato alcune delle sue varietà di zucca (ne ha circa 300 di cultivar) con l'intento di far conoscere l'ortaggio dalle mille proprietà e divulgare il suo progetto ed io avrei preparato il menù dal colore tutto arancione.
martedì 17 dicembre 2019
martedì 4 febbraio 2014
crema di cannellini, ceci, aglio e anelli di cipolle arrosto con timo
le ricette che oggi vi propongo sono tratte dal libro “What Katie Ate” che in Italia è
stato tradotto con “In cucina con Katie. Ricette e altri piccoli segreti”. in
inglese vuol dire quello che ha mangiato Katie o quello che Katie ha mangiato. invertendo
il soggetto il concetto è sempre quello! Beh vi domanderete ma chi questa Katie?
per molte di noi foodblogger è una domanda semplicissima ma per chi ancora non la
conosce e vuole sapere chi sarai mai questa Katie eccomi qui pronta! Katie è una
fotografa irlandese che per anni ha lavorato in uno studio grafico. poi ha conosciuto
suo marito Mick australiano e si è trasferita a Melbourne dove è stata assunta
da un importante studio come Design Director. per anni si è domandata se quello
fosse stato il suo vero lavoro nonostante le sue passioni per il design. ogni giorno si trascinava al lavoro
in maniera non soddisfatta come se ci fosse qualcos’altro che l’aspettasse
dietro l’angolo senza capire cosa fosse. poi quando nel 2009 muore sua madre
comincia a spronarsi e mettere ordine
nella sua vita. abbandona il suo lavoro grazie alla fortuna che le aveva
lasciato la madre e il padre e comincia a pensare cosa fare. nei mesi
successivi si rende conto che qualsiasi cosa fa gira intorno al cibo diventando sempre più una passione. decide così che sarebbe diventata la
migliore pasticcera di cupcakes ma senza ottimi risultati, poi la migliore
produttrice di biscotti glassati ma anche qui niente da fare, come pure la più brava
sfornatrice di macarons ma neppure questo era il suo campo. dopo vari fallimenti e il morale a zero, una sera una idea la colpì! avrebbe unito la sua esperienza creativa con la passione
per il cibo diventando una fotografa e food stylist. con questo entusiasmo comincia
la sua carriera attrezzandosi di buone fotocamere, facendo dei corsi di
fotografia, cucinando le ricette stagionali e sempre nuove. poi il suo tutor
Mark Boyle gli suggerisce di aprire un blog on line chiamandolo “What Katie Ate”
e da qui il libro. è un libro fatto con foto dal
colore marrone e nero, stile vintage e un po' retrò, dove il set non è perfetto nella mise en place. qui non c’è
la perfezione del cibo posto nel piatto garbatamente, non ci sono macchie o
gocce di unto nella teglia o nei piatti. qui ci sono le posate sporche del cibo
che si è appena mangiato, pezzi di formaggio e gocce d'olio sulla tavola,
limoni spremuti e cibo spezzato posti però in maniera chic. e questo per me la rende
speciale! uno stile inconfondibile. molto lontano dallo stile perfetto, bianco
e pieno di luce della fotografia che si trova in giro e che a me non dispiace
affatto! ma questo modo di comunicare di Katie in
maniera diversa mi affascina. mi sento attratta dalle pagine
di questo libro e non vorrei mai riporlo nella libreria. è come se avesse una
calamita! mi invoglia e mi stimola a cucinare, ad assaggiare quel cibo. un libro da sfogliare ma anche da mangiare non
solo con gli occhi!
martedì 24 dicembre 2013
Gnocchi con foglie di cavolo nero per un Natale al Verde !
oggi è la vigilia di Natale. un Natale 2013 all’insegna del
verde, perché con oggi si conclude questa iniziativa a cui ho partecipato con
molto entusiasmo e piacere. dove ho conosciuto altre persone molto creative e appassionate
di quello che fanno e ho avuto modo di vedere quante idee abbiamo noi tutti per
rendere un Natale più speciale. un Natale fatto di piccole cose, di biglietti
scritti a mano, di parole affettive, di piccoli gesti e dettagli
fatti con le proprie mani e soprattutto fatti con amore. abbiamo bisogno
di questo o perlomeno io ho bisogno di questo! non mi occorre nulla di costoso né
chissà cosa. desidero solo stare bene con la mia famiglia e miei amici. desidero che tutti stiano bene. questo è il regalo più bello! in questi giorni frenetici (ma non
per la caccia al regalo) ma per sistemare tutto ciò che mi occorreva per le
feste natalizie, in cui la memoria spesso volentieri [ahimè] si dimentica delle
cose da fare e da comprare, perché tu in quel momento mentre sei in giro ad acquistare
il bollito per preparare il brodo per i tortellini, pensi già a quello che devi fare dopo [sindrome
comune solo alle donne] e a quello che farai dopo del dopo. quindi ora posso tirare un respiro di sollievo e tranquillizzarmi perché
sono riuscita a portare a termine tutto quello che avevo programmato. oggi come vuole la tradizione si mangia pesce. infatti noi mangeremo un bel brodetto dell’Adriatico
e un appetitoso stoccafisso all’anconetana con patate, ma essendo l’ultimo giorno del contest Natale al Verde
ho preparato e mangiato sabato scorso, questo primo di gnocchi fatto con foglie di cavolo nero e condito con una fonduta di
taleggio. un primo che potrete fare nei prossimi giorni, che si basa su un
ortaggio di stagione pieno di proprietà e che stupirete sono sicura, i vostri ospiti.
mercoledì 28 agosto 2013
Carpaccio di pollo alle erbe aromatiche
dopo il diluvio di ieri che sembrava portasse l'inverno, oggi c'è a sorpresa una magnifica giornata di sole! speriamo di andare al mare ancora per qualche altro giorno che l'inverno è in arrivo... in più qui nella zona di Ancona e precisamente a Numana (zona balneare e turistica) si balla! nel senso che ogni tanto ci sono delle scosse di terremoto! tant'è che proprio l'ultima, di magnitudo 4.4 ML è avvenuta giovedì scorso alle 8.44 di mattina, mentre ero in bagno che mi stavo preparando a vestire per andare, per l'appunto, al mare. ho avuto un po' di spavento all'inizio della scossa, perché arriva in un lampo, con un forte boato e poi comincia tutto ad oscillare. ma quando ho letto on line che non c'erano danni da nessuno parte mi sono tranquillizzata. e così me ne sono andata lo stesso al mare supponendo che avrei trovato pochissime persone e invece....invece surprise! al parcheggio di Sirolo per andare alla spiaggia dei Sassi Neri (zona di mare stupenda chevolodicoafare ormai tanto la decanto sempre) c'era la coda! e la spiaggia era strapiena di turisti e non, il ristorante idem! sono rimasta molto sorpresa e stupefatta della cosa! perché noi ci siamo abituati al terremoto, ma i turisti? a quanto sembra anche loro! beh meglio così! bene, ora però passiamo alla ricetta di oggi che ha sempre come ingrediente il pomodoro. ebbè i pomodori in questo periodo sono nel fior fiore della loro maturazione e finché ci sono, bisogna mangiarli. questa volta l'ho abbinato ad un carpaccio di pollo rendendo il piatto molto fresco e saporito. e dato che l'estate non è ancora finita si va con i piatti freddi da portare anche in spiaggia :-)
lunedì 12 agosto 2013
a tutto pomodoro!
eh si perché le piante del pomodoro sono giunte a maturazione con il sole che finalmente si è degnato di arrivare e con le temperature elevate dell'altra settimana questi ortaggi sono esplosi in intensi colori del rosso, giallo e arancione! coglierli dalla pianta è meraviglioso anche se mi lascia le dita della mano di un colore verdino ed anche se mi incomincia a pizzicare tutte le braccia! ma ne vale la pena! adoro come ormai saprete, mangiarli direttamente dalla pianta ;-) sono così buoni! oltre a farne un'insalata con della frutta che ho provato giorni fa e che poi vi farò vedere, oggi si va con la pappa al pomodoro che è senz'altro una di quelle ricette che invogliano a mangiarla dato che è un unico piatto dove si utilizza anche il pane raffermo e soprattutto, per farla bene ci vuole quello toscano!
quindi viva la PAPPA AL POMODORO di Juls' Kitchen :-)
martedì 16 ottobre 2012
la zucca arrangata !
Prendo fiato e mi immergo nella
scrittura. sono arrivata di corsa a questo giorno ma ce l’ho fatta! non potevo
non partecipare all’interessante e lodevole contest che Virginia insieme a ProgettoMondoMla ha indetto per assicurare la giusta alimentazione ai bimbi e alle
loro mamme nei paesi dove ancora purtroppo c’è la fame! basta regalare una
ricetta (che abbia come protagonista il pane) al fine di creare un calendario e un libro per raccoglierne i fondi. il pane è il protagonista assoluto di questa giornata. l'alimento che sulla mia tavola e non credo solo sulla mia, non manca mai anzi da quando ho il lievito madre (per l'esattezza un anno e mezzo) me lo preparo handmade e direi che come gusto non ci sia altro pane comprato al forno che tenga :)
cibo e sicurezza alimentare sono
alla base della nostra costituzione fisica e mentale. nonostante il fatto che
siamo nel 2012 il numero delle persone che non possono permettersi pasti
regolari non soltanto nei Paesi considerati poveri, ma anche nelle nazioni più
ricche è in aumento. facciamo attenzione a non sprecare nemmeno una mollica di
pane e non solo pane!
venerdì 12 ottobre 2012
una tatin di carote nere e una spremuta di melograno :)
lo so lo so e lo so! il colore
nero non dona molto al cibo. una pietanza così scura può sembrare, anzi no,
direi che sembra provenire dal ricettario della "Famiglia Addams" e
in effetti quando l'ho presentata ad A. me l'ha subito detto :O ! ma prima
bisogna assaggiare e poi criticare eheheh. una tatin con carote
nere o viola suvvia cosa sarà mai! la ricetta proviene dall'ultimo numero di Sale
& Pepe di cui io ho rivoluzionato i colori degli ingredienti! dovevo
pure impiegarle in qualcosa di particolare queste carote
tanto ricercate. e quando mi sono imbattuta sulla foto della rivista è stato
amore a prima vista! è mia ho detto! ora non fermatevi alle foto, ma osate e
provate a cucinarle in questa maniera. si fa velocemente e se volete un po' di
rumorio e risate a tavola, accompagnate da occhi e facce inorridite, non avete
che da fare questa ricetta ahahhah. ma credetemi il risultato alla fine è buono
e quel gusto particolare dato dalla salsa di soia caramellata con lo zucchero e
il burro lo rende molto asiatico. farete un'ottima figura, infatti poi è stato
apprezzato. e avrete dimostrato che sapete cucinare anche qualcosa dalle note
orientali ;) se ora non vi tenta, tenetela in archivio per la festa di Hallowen
:DDD
lunedì 8 ottobre 2012
i colori autunnali degli ortaggi
il mondo degli ortaggi così vasto, così assortito, così brillante anche d'autunno! colori caldi e sapori intensi. un bel raccolto sulle tonalità del colore viola, giallo e verde. passando dai fagiolini alle melanzane lunghe striate o in tinta unita, alla melanzana slim gim e baby. l'Orto Antico è avvolto dai colori autunnali da portare in tavola gustandoli con bel sorriso :D
martedì 24 luglio 2012
i colori delle bietole !
quando il tempo fuori è grigio e non solo fuori,
io ho bisogno di colore, di positività e di energia per ricaricarmi e tirare
fuori i colori dell’anima che in questo momento sono solo sfumature di grigio
appunto! ho bisogno di andare oltre. al di là delle siepe, delle nuvole e del
malumori. sabato scorso giocando in anticipo sulle previsione delle condizioni
meteo che annunciavano arrivi di temporali e abbassamento delle temperature, mi
sono recata all’orto per raccoglie queste biete colorate. un bel cesto di coste
che vanno dal rosso intenso all’arancione, dal fucsia al rosa per poi arrivare
al giallo.
giovedì 17 maggio 2012
Salutiamoci con sugo di fava e pomodorini !!
mercoledì 9 maggio 2012
L'orto Antico nella Cocotte Staub !!
L’orto nel piatto! ops nella Cocotte! eggià, ho messo queste piantine di pomodoro nelle deliziose cocottine di ceramica rosso fuoco! ieri avevo bisogno di staccare e quindi me ne sono andata all’OrtoAntico. e in queste giorni c'è tanto lavoro da fare! quanto c’è da seminare! pomodori,
peperoni, peperoncini, erbe aromatiche, fagioli, patate ecc…c'è qualche volontario? :-) le varietà di
pomodori sono moltissime e questa che vedete nella cocottina rossa è la varietà
Prince of the Trial. si prende una piantina ad una, ad una per poi metterla nei vasi di
torba. qui resterà una decina di giorni, il tempo di crescere 10/15 cm e poi verrà
interrata nei solchi fatti con l’aratro. ma prima di fare questo lavoro, ho bisogno di una mezz’ora di rilassamento e il
mio rilassamento consiste nel godermi i frutti che la natura offre cioè quelli
che in realtà abbiamo piantato noi che facciamo parte di questa Associazine Culturale. in questo posto di campagna mi rigenero, sto in pace con me stessa ed è
come se ritornassi bambina. quando mi buttavo distesa sui campi di grano,
nascondendomi tra le spighe. mio padre
mi cercava. io non rispondevo e tra le spighe sbirciavo la scena. che ridere. poi
alla fine uscivo fuori e mi facevo vedere con il sorriso sulle labbra. Ah che
tempi di beatitudine e di felicità! e soprattutto di spensieratezza! si lo so che non ci si deve buttare sopra le
spighe perché il grano si rovina ma chi non ha mai provato a farlo? alzi la mano?
essere distesi su un campo di grano, con il capo all'insù e guardare il cielo blu con le scie bianche degli aerei è di una bellezza che non so esprimere in parole. ma mi riempe il cuore di gioia.
lunedì 28 novembre 2011
Topinambur arraganati o reanati!
Topinambur topinambur ma cosa sarà mai questo tubero che dalle nostre parti è poco conosciuto? E non è nemmeno facile
a trovarlo? Ma quest’anno all’Orto Antico ce ne sono moltissimi. Quindi topinambur
a volontà! E’ anche chiamato tartufo di canna, patata selvatica o del
Canada. La sua pianta assomiglia a quella del girasole solo è più piccola e dà
i suoi frutti verso settembre/ottobre ma anche a novembre dato che nel nostro
orto li ho raccolti l’altra settimana J
Il bello è che quando sradichi questo arbusto rimani sorpresa per i tuberi che
contiene sotto terra! E se scavi sotto ancora sotto ne trovi altri. La sua forma
è particolare come vedete, tutta bitorzoluta con molte piccole sporgenze, la buccia è striata
e di colore rosa fucsia, l’interno invece è bianchissimo! Certo che per pulirli
è stata una bella impresa! La terra era ovunque e quella nascosta nelle fessure
strettissime era difficile da togliere ma con una spugnetta piano piano ce l’ho
fatta!
lunedì 21 novembre 2011
No knead bread (pane senza impasto) con zucca e semi di papavero :)
Quando
lessi questo post di Elena era
proprio in questo mese dell’anno (nemmeno a farci apposta) solo che era il 2007! Lei allora viveva a
Boston con la sua famiglia e aveva sul lato destro del blog una foto di una bambina
piccola e bionda con in mano un bicchiere di latte! E come Header aveva una
foto di un bel mazzo di rosmarino in fiore! Il nome del suo blog “ComidaDeMama” vuol dire “Il cibo della mamma” J. Oltre alle
ricette di cibo postava anche i viaggi che faceva, come quelli a New York
dandoci informazioni e indirizzi vari sui Food Market, locali e negozi. Mi ricordo che quando leggevo i suoi post mi perdevo nelle sue foto e nei suoi racconti e
sognavo davanti allo schermo del PC perché andare a NY era sempre stato un sogno per me! Allora ancora non avevo
aperto un blog di cucina ma avevo iniziato a leggere on line le prime Food
blogger come Sigrid alias cavoletto, Elena alias ComidaDeMama e Cuoche dell’altromondo alias Alex e Marina ora divenuto Foto e fornelli alias Alex e altre ancora che
già avevano anticipato quello che sarebbe stato poi il nuovo fenomeno nella
blogsfera Italiana! una realtà sempre in continua crescita! Di cui molte ne
hanno fatto un lavoro! Questa ricetta del pane senza impasto mi aveva colpito
molto sia per la semplicità nel farlo (pochi sforzi) che per la bellezza del
pane! Avevo
visto anche il video. Dopo un anno di letture anch’io ho aperto un blog di cucina, era il
mese di marzo del 2008 e mi lanciai anch’io ad occhi chiusi nella rete :) e piano piano leggendo
di qua e di là ho cominciato a conoscere virtualmente e non solo virtualmente ma anche di persona alcune persone che
stanno dietro al blog ed a sperimentare le nuove ricette da ogni parte del
mondo! Ecco in quel istante mi si è aperto un mondo davanti ai niei occhi, anzi una Bibbia della cucina! Mi piace
conoscere nuovi sapori, nuovi ingredienti, nuove culture culinarie, mi piace
sperimentare in cucina nuovi abbinamenti. e trovare allora le spezie e gli ortaggi che vedevo sul Web era un impresa ardua (oggi già va meglio) per fortuna :) Per fare questo pane mi occorreva una
pentola di ghisa anche se avrei potuto farlo con un tegame di alluminio coperto
con della carta argentata da forno. Ma a volte e forse direi molto spesso sono
perfettina. Però quest’anno mi è stato donato il lievito madre, ho incominciato
a impastare il mio primo pane in casa (che goduria) e poi ho avuto la mia
prima Coccotte di ghisa della Staub! Ed allora mi son detta: “This the time” per provare il "No knead bread" cioè il pane senza
impasto che spopola orami ovunque sulle pagine delle food blogger! Ma potevo
farlo semplicemente con della farina io? No ma ti pare!? ho voluto farlo con l’aggiunta
della zucca che ne avevo tantissima e non sapevo più dove metterla e dei semi
di papavero :)
Quindi oggi ricetta del No Knead bread (pane senza impasto) con zucca e semi di papavero :)
giovedì 27 ottobre 2011
Giovedì gnocchi!
eh si questo primo piatto faceva parte del menù del giovedì nella trattoria della mia famiglia.
Gnocchi fatti in casa dalle mani esperte di
mia madre che li preparava il giorno prima con le patate bianche e poi li surgelava
per il giorno dopo. Non so quante quanti chili di patate
pelava perché al giorno si servivano all'incirca 50 coperti, quindi
immaginate un po’ voi la quantità di patate, io non ve la so dire e il giovedì la maggior
parte dei clienti ordinava questo piatto. Il fatto che sia il giovedì il giorno
stabilito per proporre questo primo credo che lo si debba attribuire alla tradizione
cristiana in virtù del fatto che il venerdì era ed è per chi ancora lo vuole mantenere, il giorno dedicato alla penitenza,
quindi si mangia/va il pesce "cibo magro"e di conseguenza il giorno prima
appunto il giovedì era/è concesso fare uno strappo alla regola e regalarsi un
piatto più sostanzioso. Si perché una volta c'era questa tradizione da seguire (non so se ancora è rimasta in qualche trattoria della zona). Quindi: Giovedì gnocchi, venerdì pesce e la domenica vincisgrassi, lunedì brodo o
minestrone :-) Da noi gli
gnocchi venivano serviti con il sugo del ragù, con il sugo di pomodoro, con il sugo alla
papera, ai quattro formaggi e negli ultimi anni avevamo abbinato agli gnocchi il
sugo di pesce sia in versione bianca che in quella rossa. All’inizio i clienti
rimanevano molto titubanti e un po’restii ad ordinarlo perchè non lo avevano mai provato e allora volevano andare sul sicuro preferendo mangiare gli gnocchi
con i classici sughi ma poi noi lo consigliavamo vivamente e siccome la clientela
fedele si fidava di quello che gli suggerivamo accettava di buon grado. E devo
dire che poi è stato tutto un passa parola tra di loro perché quando
ritornavano la settimana seguente non c’era bisogno di consigliarlo ma
ordinavano subito senza esitazioni: gnocchi alla marinara! E quindi oggi vi
vorrei proporvi questo piatto per me un pò nostalgico ma nello stesso tempo
pieno di ricordi, perché non abbiamo più la trattoria, ma mia madre ora ogni
giorno, che non fa altro che pensare a cosa si deve mangiare, ce li fa trovare non solo il giovedì ma
anche gli altri giorni della settimana. E l’altro giorno avendo una piccola cassetta
di patate blu di origine francese (non le “vitelottes”) ho voluto provare
ad imparare a fare gli gnocchi pure io. Niente di più semplice e facile!

domenica 2 ottobre 2011
N'goyo la melanzana rossa al forno!
Zucca
o pomodoro? Cosa vi sembra questo ortaggio mignon? guardatelo bene...no no niente di tutto questo! E' una melanzana rossa e il suo nome è N’goyo di origine africana. Non so
nemmeno come si pronuncia, forse niguio? mah! però è piccola, piccola e piccina da far quasi
tenerezza e per rendervi l’idea di quanto piccolina sia basta guardare le foto alla fine del post...sta tra il pollice e l’indice di una mano o racchiusa nel pugno di una mano
insomma può sembrare una small zucca o un pomodoro rosso ma invece è una mini melanzana.
Di melanzane baby nel nostro Orto Antico ne avevamo una varietà l’anno scorso, di
colore bianco e viola e dalla forma ovale chiamata appunto baby melanzana, la melanzana rossa di Rotonda
della Basilicata l’avevo vista qui, quella simile del Pollino Lucano qua,
ma questa tutta rossa è la prima
volta che la vedo dal vero e che la mangio! Eh si ho provato a cucinarla cercando
di inventarmi qualcosa di appetitoso.
Pensando e ripensando l’unica cosa che mi veniva in mente era quella di farla
al forno. Ne avevo cinque di numero
quindi sott’olio o sott’aceto nemmeno a parlarne, sminuzzarla e farne un
sughetto con altri ortaggi no mi entusiasmava molto perché volevo che la sua forma rimanesse intatta per essere appetibile agli occhi e allora l’unico modo era quello di farcirla con qualcosa e farla al
forno! Il gusto rimane più amarognolo rispetto alle nostre classiche melanzane
ma se le riempiamo con questa crema l’amaro scompare! Ah è molto piena di semi
ma questi l’ho tolti :)
alla fine della cottura.
lunedì 26 settembre 2011
Lasagne in bianco!
Ben
ritrovati! Come avete passato la Domenica? Che cosa avete preparato per pranzo
ieri? Ecco io ho cucinato queste belle lasagne in bianco! Ah ne avevo una
grande voglia, era parecchio tempo che non le mangiavo in versione vegetariana.
Questa è un’alternativa alla classica lasagna rossa cioè quella fatta con il
ragù che una volta qui dalle mie parti ma anche in Emilia Romagna, si mangiava
per il pranzo Natalizio o alle feste mentre al giorno d’oggi si mangia quando
si ha tempo per prepararle e in numerose varianti. E’ una pietanza che si porta
anche quando si fanno delle scampagnate perché le lasagne sono buone anche
fredde in quanto mantengono il loro sapore. A me però piacciono calde calde e ben
cotte con quelle punte abbrustolite che quando le metti in bocca senti tutta la
loro croccantezza e la besciamella deve essere abbondante perché deve colare
quando tagli la sfoglia! ah che goduria per il palato! La sfoglia non è come quella di una volta quando mia
nonna la faceva solo con il mattarello ma ci si accontenta! Nella mia
regione e in alcune zone dell’Umbria ci sono anche i vincisgrassi che sono una variante
locale con una antica tradizione, vengono fatti con il ragù a cui vanno
aggiunti le frattaglie o il tartufo. Ma oggi andiamo in bianco! Ah potete
inserire anche altre verdure o ortaggi! Sbizzaritevi nell’interpretazione!
domenica 14 agosto 2011
E' tempo di...
…preparare piatti al profumo
di mare. è tempo di passeggiate lungo la battigia. è’ tempo di letture e di
ascoltare musica. È tempo di andare a teatro o di guardare un cinema all’aperto.
È tempo di eventi e sagre paesane. E’ tempo di rilassarsi, di godersi la
quotidianità anche nelle piccole cose. E’ tempo di prendersi cura di se stessi,
di coccolarsi e di amarsi. è tempo di godere le ultime giornate di chiarore. è
tempo di vedere le stelle cadenti. È
tempo di conserve, marmellate, barbecue e pic nic. è tempo di aperitivi in riva
al mare o di cene al lume di candela. è tempo di vacanze, di fare le valigie,
di prendere il treno o l’aereo. È tempo di congiungersi alle famiglie lontane.
È tempo di stare insieme e mangiare sano.
…ma è tempo anche di
pomodori!
martedì 26 luglio 2011
I friggitelli al forno nelle mini cocotte Staub
L’idea di
questa ricetta mi è venuta guardando la rubrica “Eat Parade” che ogni venerdì
alle 13.45 viene trasmessa all’interno del tg2 e che è per me un appuntamento
fisso della giornata (se sono a casa chiaramente) vi consiglio di non perderla
assolutamente se siete amanti del mangiare sano e con tutte le info e i
consigli che ci dà diventa molto interessante. Una rubrica che ci fa conoscere i
prodotti (molti sono Presidio Slow food) del nostro territorio con
l’abbinamento di ottimi vini. In più si parla di: sagre, eventi, fiere, manifestazioni
enogastronomiche in giro per la nostra bella Penisola, gite fuori porta per il
WE e piatti della cucina regionale e in ultimo prima dei titoli di coda ci dà
consigli gustosi da leggere e da bere. Poche settimane fa mentre seguivo questa
rubrica lo chef Maurizio Bianchini ha presentato una ricetta con i frigittelli
e un'altra con i peperoni “normali” e mi ero ripromessa di farla appena avessi
trovato questi deliziosi peperoni dal sapore dolce.
I
friggitelli li conoscete benissimo no? Sono quei peperoni dolci con la forma
allungata di colore verde o rosso. Sono buonissimi già farli semplicemente
fritti ma in questa versione si crea un piatto appetitoso e godibile. Ecco a
voi la ricetta da me rivisitata ;-)
lunedì 4 luglio 2011
Un mazzo di cardi in seme dall’Orto Antico
Questa mattina avevo due ore libere, il tempo era favorevole, il sole c’era e i temporali questa volta non si sono messi di traverso! Quindi ho preso la macchina sia quella a quattro ruote che quella fotografica e sono partita. Me ne sono andata nell’Orto antico a rilassarmi un po’! Avevo bisogno di tranquillità e di quiete e soprattutto di silenzio. Ho ammirato tutto quello che c’era con calma scrutando bene ogni pianta. Anche quest’anno i pomodori crescono a pieno ritmo, appena si allungano vengono legati con la rafia alle canne, già mi immagino che oltre a farne colorate e saporite insalate, verranno invasate per farne delle meravigliose macedonie e conserve. Le piante di pomodori si separano di circa 40/50 cm e tra esse si intravede il ciuffetto di un bel sedano. Le varietà: il pomodoro di Monte San Vito, lo yellow pear, il chocolate, il green zebra e lo yellow stuffer e tante altre che ora non mi ricordo il nome…Sulla sinistra dei pomodori, una vivace e alta fioritura di cardi dalle foglie verde argento spicca verso l’alto, con i suoi fiori violetto e blu indaco. Sono uno sbocciare continuo per poi diventare seme da raccogliere. La varietà è il Gobbo di Lucca. I cardi in fiore sono di una bellezza unica. Certo prenderli in mano non è piacevole perché oltre a pungerti, ti lasciano qualcosa di appiccicoso che non so definire ma la tentazione di vederli in un bel vaso in casa è molta che vabbè ne ho raccolti un po’ e ne ho fatto un bel mazzo con assieme dei piccoli girasoli e un po’ di camomilla. Piante di zucchine invece si elevano da terra per pochi centimetri ma ricche di fiori e di ortaggi. Varietà dal colore verde, giallo e bianco colorano un fazzoletto di terra: la genovese, la gold, la gialla rugosa friulana e la mezza lunga triestina bianca. E poi girasoli, girasoli e girasoli fanno da contorno all’orto come se fosse una staccionata. Ho raccolto un po' di zucchine e qualche fiore e con il bel mazzo di cardi mi sono messa seduta su un muretto di fianco all’orto e ho provato a giocare facendo una composizione nei miei stivali di gomma. Così eccomi qui a condividere con voi queste foto in modo che possiate vedere com’è la natura con i suoi ortaggi in questo periodo dell’anno. Spero di trasmettervi la bellezza e nello stesso tempo la semplicità di questo spettacolo. Anche le piccole cose anzi credo che soprattutto le piccole cose come queste aiutano a far ritrovare le energie in un momento di stanchezza. Mi sono emozionata davanti ai colori dei cardi in fiore e davanti a quei piccoli ma lavorativi insetti che volano da un fiore all’altro e quando si posano sulle corolle, le loro delicate zampette si muovono freneticamente come dei piccoli operai. Api e coleotteri atterrano e decollano velocemente senza vedere che tu sei lì a fotografare, tantè che quando mi sono avvicinata per fare le foto ho rischiato molto! Ma la sensazione appagante che mi dà nel soffermarmi a guardare tutto questo è di un immenso piacere. Armonia e emozione, colore e sfumature, silenzio e fruscio, terra e acqua, fiori e ortaggi.
Ora vi lascio guardare senza interrompervi :-)
lunedì 30 maggio 2011
fava fashion!
Se mio nonno mi vedesse ora mangiare queste piatto tipico della cucina marchigiana, di cui lui ne andava matto per quanto gli piaceva, mi ridirebbe in faccia facendomi delle pernacchie! Eh si, allora la fava mi piaceva solo cruda, piccolina e quindi tenerissima. Oggi invece ho scoperto che anche cotta e soprattutto fatta in “porchetta” come piaceva al mio caro nonno, ne sono ghiotta anch’io! La fava è giunta al termine e nell’Orto antico è rimasta quella grande e fra le file di quelle di color verde ce ne sono anche alcune dal colore blu, una varietà diversa. Diventa blu nel momento in cui si secca e giunge a maturazione. Anche il baccello si colora di blu anzi direi un blu/violaceo. Sono bellissime da vedere e con quel occhiello giallo e quella tonalità sembrano delle fave fashion :-)!
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